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Troppi vandali a Monteverdi, arriva la videosorveglianza

 Troppi vandali a Monteverdi, arriva la videosorveglianza

MONTEVERDI. Alcuni recenti episodi di microcriminalità hanno evidenziato la necessità di alzare l’asticella della sicurezza e, come è avvenuto in altri comuni della Val di Cornia e della Val di...

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MONTEVERDI. Alcuni recenti episodi di microcriminalità hanno evidenziato la necessità di alzare l’asticella della sicurezza e, come è avvenuto in altri comuni della Val di Cornia e della Val di Cecina, si è pensato di intervenire ricorrendo alla videosorveglianza. In un incontro fra gli amministratori comunali e i carabinieri è stato esaminato un progetto per l’installazione di alcune telecamere (4-5) lungo le principali strade di uscita dal paese e di ingresso nel centro storico.

Attualmente la videosorveglianza è attiva all'esterno della caserma dei carabinieri, in via VI Novembre, ma il raggio d’azione è molto limitato, solo pochi metri davanti all’ingresso della stazione. Un’altra telecamera fissa sorveglia il bancomat della Crv. Il progetto a cui si sta lavorando dovrebbe invece utilizzare telecamere mobili, controllate da un computer con registrazione delle immagini e collegamento con la sede dei carabinieri. In Comune sono già arrivati alcuni preventivi e l’amministrazione li sta valutando, per stabilire l’offerta tecnicamente migliore ma anche il modo per trovare nel bilancio il necessario finanziamento.

La situazione di Monteverdi non è particolarmente grave, ma alcuni furti e atti di vandalismo, che si ripetono con una certa frequenza, spingono a ricercare un’integrazione ai servizi di sorveglianza messi in atto dai carabinieri.

Di recente, in pieno centro storico, un’abitazione nella quale erano stati ospitati alcuni giovani è stata messa a soqquadro durante la notte, forse per una festa “esagerata”. Nessuno ha visto niente, eppure un po’ di rumore dovrebbe essere stato fatto: è mancato quello che ancor oggi è forse la più efficace delle sentinelle, il controllo sociale, il controllo dei vicini. Un episodio come questo ha fatto pensare a un’attività sperimentata all’estero, pare con buoni risultati, potremmo chiamarlo l’intermediario di quartiere: cioè una persona a cui gli abitanti di una zona si rivolgono per segnalare disagi, problemi, situazioni di allarme, senza dover andare direttamente dalle forze dell'ordine, e sarà poi quell’intermediario di quartiere a rivolgersi ai carabinieri. Il rappresentante di quartiere era tra le proposte della penultima campagna elettorale comunale, ma la difficoltà di realizzarla l’ha fatta sparire dai programmi della contesa amministrativa del maggio scorso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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