La manifestazione
Muore a 48 anni ucciso da un malore
Aperta un’indagine: mercoledì aveva accusato dolori addominali ma dopo una visita al pronto soccorso era stato dimesso
SECCHETO. Aveva accusato forti dolori addominali già il giorno prima, tanto da recarsi all’ospedale di Portoferraio, dove dopo una visita era stato dimesso. Ieri mattina invece un malore improvviso non gli ha lasciato scampo, rendendo inutili i soccorsi.
Franco Raele, 48 anni, titolare dell’hotel Stella a Seccheto, è morto ieri intorno alle 8 nella sua casa. Poco prima si era sentito male, la compagna aveva chiesto aiuto al 118 e a soccorrerlo erano arrivati i volontari della Croce rossa di Marina di Campo e poi un’ambulanza del Santissimo Sacramento di Portoferraio col medico a bordo. Inutili tutti i tentativi di rianimarlo.
Sul caso i carabinieri hanno avviato un’indagine, anche alla luce di una richiesta di accertamento clinico presentata dai familiari.
Scontata quindi l’autopsia per stabilire l’esatta causa della morte dell’albergatore, e le possibili connessioni col malore accusato il giorno precedente che lo avevano portato al pronto soccorso. Dopo quella visita era stato dimesso e aveva fatto ritorno a Seccheto.
Nativo di Marina di Campo, Franco Raele era conosciuto e stimato da tutti per il suo temperamento gioviale ed estroverso.
Era stato nel gruppo dirigente della Costa del Sole di Pomonte e, grande appassionato di motori, segretario dell’associazione ufficiali di gara dell’Elba e del Vespa club Isola d’Elba. Gestiva, insieme alla sua compagna, l’hotel Stella a Seccheto. Raele lascia una figlia, nata da un precedente matrimonio.
La notizia della sua scomparsa ha fatto rapidamente il giro dell’isola, provocando grande cordoglio.
«Era un uomo dalla vitalità incredibile - afferma Stefano Luzzetti, presidente dell’Asd Ufficiali di gara Isola d’Elba, l’associazione sportiva nella quale Raele ricopriva il ruolo di segretario - e mancherà tantissimo sia a me che a tutti noi. Perdiamo un grande amico e un valido collaboratore. Nel suo ruolo – prosegue Luzzetti – lo consideravo una forza della natura: mezz’ora dopo la fine delle riunioni, lui aveva già preparato e spedito via mail i verbali. Non si fermava un attimo, era una persona che si dava tanto da fare, sia nella sua attività che come ufficiale di gara. L’ho sentito l’ultima volta due giorni fa, quando stava lavorando per sondare la disponibilità degli ufficiali per lavorare alla prossima edizione, in settembre, del Rally dell’Isola d’Elba. La sua morte lascia un vuoto incredibile».
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