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la conferenza al castello

Da Parigi l’invenzione dei fratelli Chappe

Da Parigi l’invenzione dei fratelli Chappe

PIOMBINO. “Da Parigi a Piombino col telegrafo dei fratelli Chappe” sarà il titolo dell’ultimo incontro organizzato al Castello di Piombino, il 30 agosto (alle 21), a pieno diritto nel programma per...

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PIOMBINO. “Da Parigi a Piombino col telegrafo dei fratelli Chappe” sarà il titolo dell’ultimo incontro organizzato al Castello di Piombino, il 30 agosto (alle 21), a pieno diritto nel programma per il bicentenario napoleonico “I segni di Elisa”.

«Il telegrafo è un sistema di comunicazione a distanza ideato per la trasmissione di dati (lettere, numeri e segni di punteggiatura) facendo uso di determinati codici – spiega Gianpiero Vaccaro, che essendo l’artefice della “scoperta” sarà il relatore della conferenza - Questi nostri resti sono gli unici in Toscana. A Populonia, quel che rimane della casetta indicata dal cartello presente nella zona come stazione radio moderna in realtà ospitava i due telegrafisti che prestavano servizio nella vicina torre per il telegrafo». In tutto e per tutto una stazione piombinese per Napoleone del telegrafo ottico Chappe.

Come funzionava? «Attivo circa 6 ore al giorno, naturalmente molto dipendeva dalla visibilità, ci furono esperimenti ma di notte non fu possibile farlo funzionare. I due telegrafisti si servivano di due potenti cannocchiali puntati sui due più vicini riferimenti, nel caso Elba e Montegemoli, tutto il giorno in osservazione. I messaggi cominciavano con un segnale convenzionale, poi partiva la trasmissione vera e propria, cambiando la posizione alla struttura sovrastante la torre con un sistema di leve e contrappesi. I telegrafisti si servivano di un manuale e pur potendo inviare migliaia di parole, per semplificare e rendere più veloce la decodifica, si decise di restringere l’ambito a 96 posizioni che, in realtà, indicavano direttamente parole intere o frasi sulla base di tabelle ben definite. I codici erano segreti e dovevano essere distrutti in caso di assalto. Solo i telegrafisti conoscevano la reale decodificazione».

«Il sistema, in Francia – conclude Vaccaro – non è andato a morire con la fine di Napoleone ma è stato in uso fino al 1850, finché non venne adottato quello della telegrafia elettrica. Tant’è che ancora oggi le torri per il telegrafo dei fratelli Chappe, ogni Comune aveva la sua per comunicare col governo centrale a Parigi, sono ben conservate come attrazioni turistiche». Ora certo prima di cominciare anche qui la ristrutturazione ci vorrà da subito una segnaletica adeguata.(c.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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