Gioco
Bufera in consiglio, la minoranza abbandona l’aula
Di Pirro: non c’è democrazia, l’assemblea è una comparsata La replica di Ciumei: lo spazio per discutere non è mancato
MARCIANA MARINA. «Una stucchevole e ripetitiva comparsata». Con queste parole la minoranza consiliare ha definito l’ultimo consiglio comunale andato in scena lunedì, che si è concluso con il ritiro e l’uscita dall’aula dei rappresentanti della lista civica “Insieme”, Paolo Di Pirro e Francesco Gentili.
I consiglieri sono giunti a questa decisione «sofferta» non perché il consiglio fosse scarno di argomenti importanti per la cittadinanza, ma piuttosto per l’esatto contrario. La giunta guidata dal primo cittadino Andrea Ciumei ha, infatti, messo all’ordine del giorno in un’unica seduta tantissimi argomenti centrali per Marciana Marina, a partire dalla votazione della variante al regolamento urbanistico portuale, fino al piano del colore del lungomare, l’accordo con la compagnia Aquavision, fino al “macigno” del bilancio, con la determinazione di aliquote e tariffe dell’Imu, Tasi, Tari e via discorrendo.
«Sono stati assommati affari di una tale importanza da richiedere, singolarmente, discussioni e valutazioni separate – spiegano i consiglieri Di Pirro e Gentili – e non certo la sola finalizzazione alla scontata approvazione a maggioranza a fronte di un’irresponsabile ammucchiata da “hard discount” della democrazia». In pratica la minoranza sostiene di non esser stata messa nelle condizioni di dare il proprio contenuto di fronte ad argomenti che, per la loro portata, sono in grado di mutare gli assetti economici, ambientali e paesaggistici del comune marinese. «La giunta avrebbe dovuto assicurare alla minoranza tempi adeguati per l’esame delle ponderose documentazioni tecniche – hanno spiegato i consiglieri di minoranza in una dichiarazione che, per un problema formale, non è stata letta in consiglio comunale in seguito alla decisione del segretario comunale – ciò che è accaduto rappresenta una antidemocratica e quasi privatistica interpretazione della politica, delle istituzioni e dei suoi organismi e delle funzioni di rappresentanza».
Sulla base di questa valutazione Di Pirro e Gentili hanno deciso di abbandonare il consiglio comunale, salvo poi rientrare per votare - astenendosi - il bilancio e l’ordine del giorno sull’Imu. «Chissà se Bassanini – ha commentato, con amarezza, Paolo Di Pirro – aveva previsto a cosa si sarebbero ridotti i consigli comunali, soprattutto nei piccoli comuni, grazie alla sua riforma. I consigli sono diventati solo delle comparsate in cui le maggioranze svolgono il triste gioco di mettere a votazione gli affari trattati sulla base di testi deliberativi preordinati e mai modificati alla luce dei dibattiti in corso di seduta».
La minoranza si sente ghettizzata, insomma, anche per le decisioni importanti. Ma il sindaco di Marciana Marina, Andrea Ciumei, non vede la faccenda allo stesso modo. «Le cose non stanno in questo modo – replica il sindaco di Marciana Marina, Andrea Ciumei – il piano del porto è stato discusso per ben due volte in sede di commissione consiliare, convocata peraltro su richiesta della minoranza. Ed entrambe le volte la votazione riferita al piano è stata unanime. L’ordine del giorno per l’accordo con Aquavision offre un esempio ancor più chiaro. Quell’accordo è stato sancito anche sulla base delle osservazioni presentate dalla minoranza che sono state recepite dal consiglio». La minoranza ha protestato per il poco tempo avuto per visionare la documentazione tecnica. «Lo schema di bilancio è stato consegnato alla minoranza circa 40 giorni fa e il sindaco e i tecnici sono rimasti a disposizione per chiarimenti – ribatte Ciumei – la Tari e l’Imu sono rimaste uguali all’anno precedente salvo adeguamento Istat, mentre la Tasi è stata introdotta, per forza, al 2,5 per 1000 rispetto al 2 per 1000 dell’Imu 2013». Il sindaco, insomma, si difende dalle accuse legate allo scarso coinvolgimento dei cittadini e della minoranza. «La realtà è che i consiglieri di minoranza hanno tenuto una posizione ostativa e pretestuosa per rallentare i lavori del consiglio – spiega Ciumei – ne prendiamo atto, ma questa giunta non ha negato, bensì ha sempre garantito ai consiglieri il ruolo di controllori sul nostro operato». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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