Italia
Non ci sono inquinanti nel fosso Corniaccia
Ispezione e analisi dell’Arpat dopo l’anossia e la morìa di pesci: «L’acqua ristagna per il forte vento. La Italian Food è collegata alla fognatura»
CAMPIGLIA. Non ci sono inquinanti nel fosso Corniaccia. Lo ha stabilito l’Arpat, dopo un sopralluogo. Erano stati segnalate infatti morìe di pesce dovute ad anossia, cioè mancanza di ossigeno nell’acqua. L’Arpat non ha trovato scarichi anomali e spiega: «Fino al confine di Campiglia con Piombino le acque del Fosso Corniaccia risultano in buono stato di ossigenazione; la risalita della marea sulla spinta del vento ostacola il defluimento a mare e se permarranno queste condizioni non si esclude un peggioramento della situazione. Per evitarlo occorrerà intervenire attuando o ossigenazione forzata delle acque o facilitandone il deflusso a mare».
Peraltro il fenomeno di anossia del fosso Corniaccia si ripropone ciclicamente nel mese di agosto ed è stato studiato per poter eliminarne le cause. Così sono state cercate e rimosse tutte le possibilità di sversamento di acque nere nelle fognature bianche per eliminare il carico inquinante. È stato inoltre da tempo chiuso lo scarico del depuratore comunale di Campiglia di Campo alla Croce convogliando le acque nell'acquedotto industriale a servizio della Lucchini.
Il fosso Corniaccia è stato inoltre oggetto di approfonditi accertamenti da parte della magistratura per evidenziare eventuali scarichi abusivi. Tutti i possibili contributi di inquinamento sono stati censiti, verificati ed eliminati. E l’Arpat, in collaborazione con i tecnici del Comune di Campiglia, ha potuto verificare che: «La fabbrica Italian Food è correttamente collegata alla fognatura comunale e lo scarico depurato da Asa è inviato in Lucchini. Tra l'altro l'attività del conservificio è iniziata il giorno 11/08 e quindi dopo la segnalazione del fenomeno. Il depuratore Asa di Campo alla Croce non ha effettuato scarichi di emergenza nel fosso Corniaccia e funziona. L’'ispezione lungo il fosso dell’11/08 ha evidenziato che le acque risultano in buone condizioni fino ad oltre il ponte di via delle Lavoriere, mentre al successivo a Campo all'Olmo, mostrano segni di anossia con alterazione del colore del fondo e lieve odore di zolfo. La situazione critica si mantiene fino al ponte successivo ed anche presso il vecchio depuratore a Montegemoli. E il vento forte che soffia da giorni ostacola il flusso verso il mare del Corniaccia. La concomitanza di tali fattori determina di fatto un ristagno delle acque che in queste condizioni climatiche vanno facilmente in anossia».
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