Attenzione
Lucchini, arriva la doccia fredda di Jindal
«Abbiamo fatto un’offerta, ma non c’è nulla di concluso». Smentiti i tempi rapidi annunciati domenica scorsa da Renzi,
Per Matteo Renzi l’accordo con Jindal era questione di giorni. Ne sono passati cinque e dopo le indiscrezioni su tempi più lunghi di quelli prospettati dal premier per la conclusione della trattativa sulla Lucchini – prevista ora intorno alla metà di settembre – arriva anche una dichiarazione ufficiale dall’India che suona come una doccia fredda per chi pensava che l’intesa fosse alle porte.
«Abbiamo fatto un’offerta – ha dichiarato infatti il direttore esecutivo di Jindal South West, Seshagiri Rao, all’agenzia britannica Reuters – ma tutto quello che posso dire al momento è che non abbiamo concluso nulla», aggiungendo di non avere in agenda un viaggio in Italia per altri colloqui. Schermaglie, probabilmente, in una fase della trattativa che fonti qualificate danno comunque in una fase avanzata.
Certo alla Jsw non deve essere piaciuto l’annuncio di Renzi nel mezzo di una trattativa col commissario Piero Nardi che prosegue sul piano dell’assoluta riservatezza. Ma la Reuters rilancia anche il fastidio della società indiana rispetto alle attese sindacali sulla presentazione di un piano industriale non finalizzato solo ai laminatoi, ma anche in prospettiva a una ripresa produttiva di acciaio con un forno elettrico e un corex.
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