Il bando va deserto, niente bike sharing
A Marciana Marina nessuno ha dato la disponibilità, i mezzi a pedalata assistita rimarranno fermi
MARCIANA MARINA. Il bando va deserto e Marciana Marina resta a piedi. Nel piccolo borgo elbano questa sarà l’ennesima estate senza bike sharing: nessuna azienda ha dato la disponibilità a gestirlo e i mezzi a pedalata assistita rimarranno ancora chiusi nel capannone del Comune, come da due anni a questa parte. «Alla gara purtroppo non si è presentato nessuno – spiega il sindaco Andrea Ciumei – e più avanti cercheremo di riproporla per affidare il servizio». L’amministrazione avrebbe voluto sbloccare la pratica entro metà giugno. Purtroppo, però, siamo quasi a Ferragosto e le colonnine per il parcheggio delle due ruote sono sempre vuote. L’estremo tentativo per un affidamento diretto, inoltre, non ha dato i frutti sperati: si era pensato anche di coinvolgere la locale Pro Loco, ma l’estate sta trascorrendo e le speranze di rivedere le bici sono assenti. Un finanziamento inutile. Il Comune di Marciana Marina è stata forse l’amministrazione dell’isola che più ha investito nell’ambiente: lo testimoniamo le certificazioni conseguite e le quattro Bandiere blu conquistate (tre per l’approdo turistico e una, quest’anno, per la spiaggia della Fenicia). Anche per questa ragione il gruppo guidato da Ciumei ha ottenuto un finanziamento di 341mila euro per creare, da zero, una rete di bike sharing con mezzi a pedalata assistita e 4 cicloposteggi. Chiunque ne avesse avuto voglia, fatto l’abbonamento e ottenuta la tessera dedicata, avrebbe potuto ritirare una delle biciclette e muoversi gratis (per la prima mezz’ora) all’interno del paese. Anche in questa circostanza – se escludiamo il servizio totalmente privato garantito dal Centro commerciale naturale “Il Golfo” di Marina di Campo – Marciana Marina era diventata (e rimane) l’avamposto elbano nella mobilità sostenibile. Ma dopo i primi due anni nei quali non si sono registrati problemi, in cui era direttamente il ministero dell’Interno ad assicurare il servizio, nell’ultimo biennio qualcosa si è inceppato. La palla è insomma passata al Comune, che un anno fa, a causa della ritardata approvazione del bilancio di previsione, non è riuscito a pubblicare per tempo la gara, che quest’anno è invece andata deserta. Quei 341mila euro, insomma, sembra proprio che ad oggi non siano stati impiegati nel migliore dei modi.
(s.t.)
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