Il Tirreno

Cacio e posate in legno per la cena medievale

Cacio e posate in legno per la cena medievale

Oltre 150 commensali alla Rocca di Campiglia fra piatti dell’epoca cantori, giocolieri e mangiafuoco. Un successo per organizzazione e location

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CAMPIGLIA MARITTIMA. Dal cacio al pollo allo spiedo, dalla zuppa di fagioli al cinghiale, acqua di fonte, vino rosso locale e niente pomodoro né patate (arrivati in Europa dopo la scoperta dell’America), il tutto in una location da mozzare il fiato.

Non poteva andare meglio la splendida cena medievale alla Rocca di Campiglia, in una splendida serata d’agosto.

Le scenografie erano curate dall'Accademia di Belle Arti di Firenze e l'apparecchiatura è stata curata nei minimi particolari, con stoviglie e bicchieri in coccio e posate in legno.

Durante la cena i commensali sono stati intrattenuti da vari spettacoli: giocolieri, mangiafuoco, musici e cantori in ottava rima che si sono aggirati tra i tavoli come nei vecchi banchetti di corte.

Inoltre il giardino era popolato da figure in costume storico, mercatino medievale ed esposizioni artigianali.

La "Cena Medievale MMXIV" nella quale, per dirla con gli organizzatori "servitor cortesi e giovani donzelle hanno proposto ai 150 commensali, piatti tipicamente medievali", quest'anno è stata ancora più realistica, grazie appunto alle scenografie dell'Accademia delle Belle Arti di Firenze realizzate dagli allievi del professor Massimo Mattioli.

Per l’amministrazione comunale erano presenti il sindaco Rossana Soffritti e gli assessori Jacopo Bertocchi e Viola Ferroni. E sotto un pesante mantello medievale c’era anche Massimo D’Onofrio, titolare del Calidario.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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