Il Tirreno

Raccolta di firme per spostare le antenne

Raccolta di firme per spostare le antenne

Sant’Andrea: i ripetitori di telefonia sono vicini alle case, cittadini preoccupati per le radiazioni

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SANT’ANDREA. Battaglia legale per le antenne della telefonia mobile a ridosso dell’abitato. Alle denunce degli ultimi anni è seguita - notizia di questi giorni - una petizione pubblica firmata da 160 cittadini della zona di Sant’Andrea: l’obiettivo è convincere l’amministrazione marcianese a spostare e allontanare le antenne di telefonia mobile a pochi metri dalle abitazioni. Tutto è nato da quando gli amministratori di Marciana hanno dato il via libera all’installazione di quattro antenne riceventi e trasmettenti di cellulari (della Tim) nell’unico pezzo di terreno di proprietà comunale nella frazione di Sant’Andrea. Tutto bene se non fosse che il terreno si trova a un tiro di schioppo dall’abitato. Per cui gli abitanti della zona hanno immediatamente protestato. «Avvenne nel 1998 – dice Giuseppe Vadi, che ha una abitazione in via S. Assunta al numero 3, con le finestre che guardano le antenne – l’autorizzazione del primo impianto. L’attuale sindaco, in carica dal 2009, scrisse nel suo programma elettorale che avrebbe provveduto al riposizionamento in zone adeguate delle antenne telefoniche che oggi creano così tanto disagio alla popolazione e degradando anche l’ambiente. E invece cosa è successo? Non solo non sono state rimosse le due precedenti antenne, ma sono state collocate altre due (Vodafone)». Insomma, una beffa. Il contratto della prima postazione doveva andare a scadenza nel 2013. I lavori di potenziamento della stazione sono iniziati il 4 giugno di quest’anno. «Perché è stato fatto tutto questo? – si chiede ancora Giuseppe Vadi – Penso per ragioni economiche, magari per far entrare nella casse del comune qualche migliaio di euro. Ma si può distruggere l’ambiente e deprezzare il valore delle case per sei mila euro?». E poi ci sono le ombre legate alla salute. «L’Arpat – continua il residente della frazione – fece delle valutazioni nel 2012, rilevando che in corrispondenza degli edifici più vicini alla stazione sono previsti valori superiori al 50% rispetto alla soglia di attenzione fissata dal Dpcm dell’8 luglio 2003». Quanto basta per aprire una petizione fra residenti e proprietari di immobili. «Finora l’hanno sottoscritta in 160 – continua Vadi – chiediamo una rimozione immediata e una ricollocazione degli impianti in un’altra sede più idonea e lontana dalle abitazioni, senza togliere il servizio e la funzionalità dei cellulari».

Luigi Cignoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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