Fosso delle prigioni, bagni vietati temporaneamente
Per un guasto alle pompe dell’impianto di depurazione i liquami sono finiti nell’alveo, stamani nuove analisi Arpat
Divieto temporaneo di balneazione nel tratto che va da 50 metri a nord a 50 metri a sud rispetto alla foce del Fosso delle Prigioni. Questa volta, a provocare l'ordinanza del Comune (emessa in via cautelativa), è stato un guasto. Poco prima della mezzanotte di sabato, infatti, presso la stazione di sollevamento di via del Tirreno, le pompe si sono improvvisamente bloccate. A seguito del guasto, c'è stato uno sversamento di liquami direttamente nel letto del fosso. A dare l'allarme è stato Massimiliano Roventini, assessore all'urbanistica e alle attività produttive e segretario del locale circolo del Partito Democratico. Sono subito intervenuti un paio di operai comunali, che con la loro ruspa hanno in qualche modo arginato lo sversamento di liquami, confinandolo all'alveo del fosso.
Intervenuti in modo celere anche otto addetti del pronto intervento di Asa con autobotti. Nonostante il rapido coinvolgimento degli operai e degli addetti Asa per risolvere il problema, è possibile che i liquami sversati abbiano raggiunto il mare. E' per questo motivo che il Comune ha emesso un'ordinanza cautelativa di divieto temporaneo di balneazione. Domattina (stamattina per chi legge, ndr), l'Arpat effettuerà le analisi nello specchio marino interessato dal problema, ed entro martedì o al più tardi mercoledì dovrà dar conto dei risultati. Solo in quel momento, risultati alla mano, l'ente locale potrà revocare l'ordinanza oppure confermarla per il tempo opportuno alle ulteriori eventuali verifiche. Ma la questione ha provocato una dura presa di posizione da parte dell'ente locale e, in special modo, da parte di Antonio Russo, assessore all'ambiente, al porto e ai lavori pubblici. Russo non esclude eventuali cause legali del Comune contro Asa. «Innanzitutto - specifica Russo - l'ordinanza è stata dettata dal senso di dovere dell'amministrazione nei confronti dei cittadini, per tutelarne la salute, che viene prima di ogni altra cosa. Arpat verificherà attraverso le analisi, con l'obbligo di fornirne i risultati entro 48 ore. In secondo luogo, stiamo valutando la possibilità di un'azione legale contro Asa. In questo modo il Comune e il paese sono danneggiati, e purtroppo non è la prima volta che ciò accade. Abbiamo inviato varie lettere di sollecito ad Asa, perché specialmente la stazione di sollevamento di via del Tirreno e la zona circostante non presentano assolutamente un livello minimo di decoro». Russo aggiunge: «Sì, è vero che Asa è subito intervenuta con i propri operai a seguito del problema, ma è altrettanto evidente che la manutenzione viene eseguita in modo non soddisfacente e non continuo».
Paolo Federighi
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