Il Tirreno

Via della Pace: le palazzine sono pronte, ma il parco ancora non c’è

Via della Pace: le palazzine sono pronte, ma il parco ancora non c’è

Il nuovo assessore Pietrelli: «A giorni mi incontrerò con i proprietari dei terreni». Anche l’udienza al Tar slitta al prossimo anno

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di Alessandro De Gregorio

PIOMBINO. E’ ancora un cantiere, ma l’edificio è pressoché completato. Mancano solo alcuni esterni, rifiniture, poi i certificati di abitabilità, mentre molti proprietari hanno già avuto il permesso di iniziare il trasloco degli arredi. Così, nel silenzio, le palazzine in località Pozzetti costruite dall’impresa Giorgi di Riotorto sono pronte a riempirsi di condomini che si godranno una splendida vista sul mare e sulle isole. Se la godranno meno quelli abituati a gettare uno sguardo dall’auto o dallo scooter mentre passano da via della Pace. E soprattutto quelli che si soffermano lì, in quello spiazzo, per sedersi su una delle panchine che costeggiano la strada. Panchine pensate e installate a suo tempo non certo per favorire la vista sul traffico ma quella sull’arcipelago. Ora quella vista è impedita. E la sanzione comminata ai costruttori? Impantanata al Tar. E gli esposti finiti in Procura? Ancora lì. E il piano B preannunciato dall’ex assessore Luciano Francardi, quello di un belvedere alternativo in una zona a monte? Boh. Sul piano B, il nuovo assessore Martina Pietrelli cela con fatica l’imbarazzo: «E’ una delle prime cose che ho chiesto di approfondire appena mi sono insediata - dice Pietrelli - ho preso appuntamento con entrambi i proprietari dei terreni, Giorgi e Allesina, mi vedrò con loro dopo Ferragosto. Ho chiesto informazioni agli uffici, voglio esaminare la bozza di convenzione e capire come muoverci». Si sta parlando del parco da 5 ettari magnificato da Francardi, il quale ad aprile aveva annunciato come imminenti i lavori spiegando di avere in mano il progetto concordato con l’impresa Giorgi per un’operazione che sarebbe costata 200mila euro (130mila quelli richiesti per gli oneri di urbanizzazione) e per la quale sarebbe bastata solo la firma. «L’area destinata a parco ottenuta dal Comune nell'ambito del piano di lottizzazione - disse Francardi - si estende per circa 5 ettari all’interno dell’Iu 9/a e per ulteriori 2 ettari in fase di cessione al Comune nel contiguo Iu9/b». Il primo stralcio, sottostante rispetto al punto panoramico in via della Pace, prevedeva più punti a verde attrezzato, zone boscate e una parte da destinare agli orti urbani. Erano previsti sentieri interni nelle aree a verde attrezzato e un percorso pedonale fino a viale Michelangelo. Ora Pietrelli parla di bozza di convenzione. Perché siamo ancora lì, alla bozza. Quel parco ancora non c’è e chissà quando ci sarà. E chissà quando ci sarà il giudizio di fronte al Tar al quale si era rivolta l’impresa Giorgi. Ricordiamo che, dopo una sollevazione popolare e furiose polemiche scoppiate su facebook, i vigili edilizi eseguirono finalmente un controllo e riscontrarono difformità nell’altezza di due delle tre palazzine allora in costruzione. Una risultava più alta di 60 centimetri e l’altra di 120. Il Comune prima fermò i lavori, quando questi però erano in una fase avanzatissima (era il febbraio dello scorso anno), poi stabilì una sanzione di 100mila euro nei confronti dell’impresa contestando le parziali difformità edilizie rispetto ai permessi. Nell’immediato, quella sanzione ebbe un solo risultato: fece infuriare tutti. Quelli che chiedevano la demolizione delle opere si sentirono presi in giro mentre i costruttori, ai quali Francardi aveva strappato la promessa di realizzare almeno le torrette in plexiglass e i parapetti con inferriate (in modo da attenuare l’impatto visivo), continuarono a usare mattoni. Di plexiglass e inferriate adesso lì non c'è neanche l’ombra e chi amava osservare l’Elba e Cerboli ora, al massimo, può esercitarsi nel voyeurismo puntando le finestre della palazzina più a ridosso della staccionata. Eppure sarebbe bastato restare più bassi. E’ vero che il Prg del 1994 prevedeva l’edificazione nella parte bassa della collina, lungo viale Michelangelo, e la cessione al Comune di vaste aree a monte da destinare a verde pubblico. Ma dopo quel piano ci furono alcune varianti, poi il Piano strutturale del 2007 e il piano di lottizzazione presentato dai privati nel 2009, approvato nel 2011. E non ci furono sufficienti controlli. L’impresa Giorgi comunque impugnò anche la sanzione. Ma i giudici del Tar non hanno ancora fissato l’udienza e l’avvocato Sergio Grassi, che tutela il Comune, dice che «è tutto prenotato fino a dicembre, per questo caso si andrà al 2015».

                                                                                                                                          ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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