La manifestazione
Scritte anarchiche e cuoricini, imbrattati gli scogli
Vandali in azione alla Fenicetta, vicino a Marciana Marina Legambiente: «Superficie porosa, difficile da pulire»
MARCIANA MARINA. Le scogliere dell’Elba non conoscono pace. Dopo che l’anno scorso, fra settembre e ottobre, a Portoferraio fu deturpata la spiaggia di Capo Bianco e a Marciana Marina quella dell’Omo, nella notte fra domenica e lunedì dei vandali si sono accaniti sull’arenile della Fenicetta, sempre nel piccolo borgo dell’Elba occidentale.
Una “A” anarchica e dei cuoricini dipinti sugli scogli: è ciò che tre giorni fa hanno scoperto i bagnanti raggiunta la piccola insenatura marinese. Opera forse di qualche giovane sotto effetto dell’alcol, che ha avuto la folle idea di sfogarsi sulle rocce.
Un episodio che ha inquietato i volontari della sezione locale di Legambiente che ieri – in una nota – hanno denunciato l’accaduto.
La piccola spiaggia si trova all’interno del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, a pochi metri dalla Fenicia, l’arenile premiato quest’anno con la Bandiera blu. Umberto Mazzantini, portavoce della sezione locale del Cigno verde, si dice preoccupato per i lavori di ripristino e chiede al Comune di Marciana Marina e all’ente Parco di intervenire al più presto.
«Quella imbrattata è una roccia porosa e dura – spiega l’ambientalista – e, purtroppo, cancellare la vernice verde sarà molto difficile. L’intervento sarà senz’altro più laborioso e costoso rispetto a quello necessario a rimuovere lo spray sulla scogliera di Capo Bianco».
«Ho segnalato quanto accaduto all’ufficio tecnico – spiega il sindaco di Marciana Marina, Andrea Ciumei – e quanto prima cercheremo di cancellare queste scritte. Non sono in grado di fornire una tempistica precisa, ma ci muoveremo rapidamente».
Legambiente, nel comunicato, dà un consiglio ai deturpatori della Fenicetta. «Evitate di imbrattare la bellezza con simboli politici dei quali evidentemente non sapete nulla – recita la nota – anche perché se gli anarchici veri vi vedessero farlo, probabilmente vi prenderebbero a calci nel sedere».
Lo sconcerto di Sammuri. Il presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, Giampiero Sammuri, ha scoperto l’atto di vandalismo ieri mattina, insieme a noi.
«Mamma mia, è una cosa tremenda», è il commento a caldo del responsabile nazionale di Federparchi. Ma il presidente, per proteggere le scogliere elbane, ha una ricetta vincente.
«Abbiamo investito 800mila euro in una grande rete wireless di video sorveglianza che comprende le sette isole dell’Arcipelago – spiega Sammuri – e dopo Ferragosto completeremo il progetto. Mentre alcune telecamere sono fisse, ad esempio a Pianosa per combattere la pesca di frodo, altre possiamo installarle dove vogliamo, a condizione che la zona prescelta sia coperta dalla rete Internet dedicata. Sicuramente, dopo l’increscioso episodio di questi giorni – conclude il presidente del Parco nazionale – una videocamera la posizioneremo proprio alla Fenicetta: in questo modo gli atti di vandalismo non resteranno impuniti».
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