«Quelli lo hanno chiamato negro di m...»
La testimonianza di Menghetti, titolare dell’Abbé dopo le bottigliate: «Il mio dipendente voleva solo farli scendere da un tavolo»
PIOMBINO. «Lo hanno chiamato negro di m... e figlio di puttana una, dieci, cento volte. E alla fine lui ha reagito». Samuel Menghetti, titolare dell’Abbé bar, fornisce una versione diversa di quello che è successo sabato notte davanti al suo locale, in piazza del Mare. Non smentisce i fatti raccontati dal Tirreno, cioè le bottigliate con cui il suo dipendente Abdeladif Mounjid, marocchino di 33 anni, ha mandato all’ospedale il ventenne Samuele Ridi e il trentaduenne Federico Del Viva. Ma racconta perché, secondo lui, il pizzaiolo avrebbe perso il lume della ragione.
Tra l’altro, prima di raccogliere la testimonianza di Menghetti, i carabinieri avevano chiarito meglio alcuni punti dopo aver parlato con tutti i protagonisti e con alcuni testimoni. Intanto, per esempio, Ridi e Del Viva non erano insieme e neanche si conoscevano, ma questo non sposta nulla rispetto al cuore della vicenda. Inoltre Del Viva (quello che ci ha rimesso di più e che è ancora ricoverato dopo un intervento chirurgico all’avambraccio destro) ha detto di non essersi accorto di niente e di non essere intervenuto per difendere Ridi, ma di aver semplicemente preso un colpo nella confusione. Del Viva ha un referto di 40 giorni, Ridi ne ha uno di 15.
Mounjid, sparito dalla piazzetta e rintracciato dai carabinieri alle 11 a casa della sorella, è tuttora denunciato a piede libero per lesioni personali aggravate. I carabinieri gli hanno sequestrato gli abiti sporchi di sangue e hanno inviato il rapporto in Procura. Infine, mentre infuriano le polemiche sui social e alcuni abitanti della zona ci hanno telefonato per protestare a proposito degli orari, i carabinieri hanno inviato anche una segnalazione al Comune. La segnalazione è relativa appunto al rispetto dell’orario di chiusura del bar, considerando che questo è alle 3, con un comporto di un’ora per mettere a posto, mentre l’episodio è avvenuto dopo le 4.
E torniamo alla testimonianza di Menghetti. «Abdel era tranquillo - dice il titolare dell’Abbé - e non è uscito per dire che volevamo chiudere, ma perché alcuni ragazzi erano saliti in piedi sui tavoli fuori dal gazebo. Stavo per andare io quando Abdel mi ha fermato e mi ha detto che ci avrebbe pensato lui. Ma era tranquillissimo, lo ripeto. Lo era molto meno quando è rientrato. Perché lo hanno chiamato negro di merda e figlio di puttana. Tantissime volte. Lui si era limitato a dire di scendere, chiedendo loro cosa avrebbero fatto se qualcuno fosse andato nelle loro case e si fosse comportato in quel modo. E loro lo hanno trattato in quel modo. Erano in sei. Ma il più scatenato era il Ridi. Abdel è rientrato e quel ragazzo gli è venuto dietro, voleva picchiare persino la mia barista. Questa storia è andata avanti per un’ora finché Abdel non ha retto più ed è sgusciato fuori. Ha raccolto una bottiglia da terra e con quella ha colpito Ridi. Del Viva ci è andato di mezzo per caso, era da solo, seduto su uno scalino, si stava bevendo qualcosa in tranquillità. Abdel ha commesso una cosa grave, ma diciamo le cose come sono andate, per favore».
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