Sicurezza
Piombino perde l’Autorità portuale
A giorni l’accorpamento con Livorno. Per la presidenza torna a circolare il nome di Nardi
PIOMBINO. Era aprile. Il segretario federale del Pd, Valerio Fabiani, preannunciò le barricate nel caso in cui l’Autorità portuale di Piombino fosse stata accorpata (e di fatto sottoposta) a Livorno. Molti operatori portuali scrissero a Renzi e a Napolitano, esprimendo la loro preoccupazione per un ridimensionamento e una perdita di autonomia del porto piombinese proprio in concomitanza con grandi progetti e ampliamenti. Il commissario Luciano Guerrieri rassicurò un po’ tutti, quando gli facemmo notare che il vicesegretario nazionale del Pd, Debora Serracchiani, era decisa a procedere di corsa attraverso lo strumento del decreto. Le riforme non si fanno a colpi di decreto, si disse.
Invece si fanno e ora ci siamo. Nel prossimo consiglio dei ministri in programma venerdì, o più probabilmente in quello successivo (dopo Ferragosto), la riforma delle autorità portuali verrà attuata con decreto, nell’ambito dello Sblocca Italia. Nella bozza del decreto si parla di distretti portuali logistici e si indicano gli accorpamenti: Piombino con Livorno, Carrara con La Spezia, Savona con Genova eccetera. La Toscana dunque perderà anche lo scalo di Carrara. E non avrà più voce in capitolo per la designazione del presidente dell’unica rimasta, quella livornese. Se infatti fino a ieri il presidente dell’Ap veniva designato dal ministro e dal governatore, sulla base di una terna indicata da Comuni, Provincia (destinata a sparire) e Camera di commercio, ora la nomina è direttamente del ministro. Al presidente della Regione resterà solo la possibilità di esprimere un parere non vincolante.
Eppure la Regione ha già detto di sì. Due settimane fa la commissione mobilità e infrastrutture ha licenziato con voto unanime la proposta di legge per la semplificazione della disciplina degli organi dell’Autorità portuale regionale.
La riforma Serracchiani-Lupi è contenuta in due articoli che modificano la legge 84/94. Si prevede che le Ap esistenti decadano e vengano riassorbite dalle nuove. Decadono ovviamente anche i presidenti. Guerrieri, già presidente e attualmente al secondo mandato come commissario, verrà sostituito da chi? Da un presidente “livornese”, riferibile cioè al porto principale; che poi nominerà un direttore generale per Piombino. Fino a poco tempo fa era scontata, per la presidenza dell’Ap piombinese, la nomina dell’ex sindaco Gianni Anselmi. Ma da allora di cose ne sono successe. Ora torna a farsi strada il nome di Roberto Nardi, presidente della Ccia.(a.d.g.)
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