Il Tirreno

Un “contratto di fiume” per gestire il territorio

Un “contratto di fiume” per gestire il territorio

Il consorzio di bonifica 5 Toscana Costa guarda alla sinergia fra tutti gli Enti per tenere sotto controllo il bacino del Cornia, ma anche del Cecina e del Pecora

2 MINUTI DI LETTURA





VAL DI CORNIA. Il Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa si sta facendo promotore di un progetto tanto ambizioso, quanto rivoluzionario del modo di gestire la manutenzione, l'attività e quindi la riqualificazione del nostro territorio. Il “Contratto di fiume” va in questa direzione. Si tratta di forme di accordo che permettono di adottare un sistema di regole in cui i criteri di pubblica utilità, rendimento economico, valore sociale, sostenibilità ambientale intervengono nella ricerca di soluzioni efficaci per la riqualificazione di un bacino fluviale. Uno sforzo che ancor prima di essere istituzionale è culturale e che ridisegna un approccio complessivo e condiviso nel campo delle risorse idriche. Tale visione innovata e rinnovata trova riscontro per di più nelle politiche del Parlamento Europeo: una visione unitaria del territorio guidata dagli Enti pubblici e dai soggetti privati che facendo sistema siano in grado di tracciare il percorso di sviluppo, tutela, e sostenibilità del nostro patrimonio idrico e ambientale. Sebbene negli ultimi anni questa nuova modalità di gestione si stia sviluppando anche in Italia, in Europa, ed in particolare in Francia si è presentata sin dai primi anni '80, per poi diffondersi in pochi anni in molte altre nazioni, in molti casi sotto forma di processi transfrontalieri che interessavano più territori diversi. Un progetto complesso, ma interessante che potrebbe modificare completamente il modo di guardare al nostro territorio e di programmare la sua manutenzione, tutela e riqualificazione. Un banco di prova che il Consorzio Toscana Costa vorrebbe sperimentare sul fiume Cornia che da sempre per dimensioni, per posizione e per criticità rappresenta un tassello importante per la Val di Cornia. «Una scelta - spiega il presidente Giancarlo Vallesi - frutto di una valutazione sui 3 corsi d'acqua principali del comprensorio di nostra competenza (Cornia, Cecina, Pecora) tenendo presente le attività ed i progetti attualmente in corso, come la cassa di espansione del Pecora e le difficoltà nel mettere d'accordo, in tempi ragionevolmente brevi, gli enti che gestiscono le attività relative al bacino idrico del Cecina». Un progetto tutto da verificare e concretizzare e che sarà possibile soltanto grazie all'interazione, al dialogo e alla connessione degli enti e dei soggetti implicati nella gestione del prezioso bacino idrico del Comprensorio 5 Toscana Costa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa