Sicurezza
Schianto mortale davanti alla Casa rossa
Con la moto finisce contro un’auto di turisti tedeschi. Deceduto sul colpo un operaio di 39 anni residente a Venturina
PIOMBINO. Lui cavalcava quella moto che gli piaceva così tanto, un cavallo d’acciaio che forse lo faceva sentire libero, padrone del mondo. E invincibile. Loro erano davanti, in auto. Forse parlavano della serata, della cena, di un tranquillo sabato sera da turisti. Una famiglia di tedeschi. Il marito al volante, la moglie accanto, la figlioletta sul seggiolino posteriore lato passeggero.
Moto e auto viaggiavano in direzione di Piombino. In un attimo è cambiato tutto. L’auto forse ha rallentato, forse ha frenato all’altezza del ristorante. Dietro, la Yamaha dopo una frenata di tredici metri l’ha centrata in pieno. La moto ha sfondato quella Opel Zafira e poi è rimbalzata all’indietro. Il motociclista invece ci è finito dentro. Morto sul colpo. Solo per un puro caso la bambina è rimasta illesa. Moto e motociclista hanno invaso il lato sinistro, lei era sul lato destro.
Erano le 19,40 ed è avvenuto sulla Principessa, davanti alla Casa rossa.
La vittima, un operaio, aveva 39 anni: Antonio Semeraro, nato in provincia di Taranto e residente a Venturina. Sposato, padre di una bambina piccola. E’ stato il comandante dei vigili urbani, Angela Galeazzi, a mettersi in contatto con la famiglia usando il telefonino della vittima e componendo l’ultimo numero in memoria, quello di un amico.
Tre le ambulanze della Misericordia inviate dal 118. Due di San Vincenzo, una di Campiglia. Per Semeraro non c’è stato niente da fare. Quando sono arrivati i soccorritori era ancora nella bauliera dell’auto, senza vita. I tre turisti tedeschi erano sotto choc, ma hanno rifiutato il ricovero. Anche la donna, che aveva diverse ferite da taglio; anche per la bambina, che piangeva e non riusciva a smettere.
La salma del motociclista è stata portata al cimitero di Piombino per il riconoscimento ufficiale.
Sul posto sono rimasti i vigili urbani per i rilievi, per capire cosa fosse successo. Hanno provato a sentire i protagonisti, ma i tedeschi non parlavano neanche l’inglese e comunque non erano nelle condizioni di rispondere alle domande. Lo faranno oggi. C’è anche un testimone, un poliziotto tedesco. C’è da stabilire la velocità della moto, certo. Ma c’è anche da accertare il comportamento del conducente dell’auto. Non è escluso che l’uomo, non pratico della zona, abbia frenato all’improvviso non appena intravisto il ristorante della Casa rossa. Auto e moto sono sotto sequestro. Anche la salma resta a disposizione della magistratura.
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