Il dolore
Sarà un settembre caldo per la sanità
Rotta la trattativa con la direzione, i sindacati annunciano lo stato di agitazione su tutto il territorio dell’Asl 6
PIOMBINO. Proclamato lo stato di agitazione per il mese di settembre su tutta l’Asl 6. Così hanno deciso le Rsu e le organizzazioni sindacali Fials, Cgil, Cisl e Uil. Motivo dell’agitazione la rottura delle trattative sull’applicazione dell’accordo firmato alcuni mesi fa, ad aprile. Nello specifico, si contesta all’azienda l’incapacità di gestire tutto il comparto, l’allungamento delle liste di attesa, le carenze a livello dipronto soccorso, la riduzione dei posti letto, in generale il modello per intensità di cure e una politica fatta solo di tagli, l’uso improprio degli straordinari e il non rispetto degli accordi sottoscritti.
«Il 30 luglio - si legge in una nota congiunta dei sindacati - si è conclusa con una rottura la trattativa tra la direzione aziendale Asl 6, la Rsu e le organizzazioni sindacali Fials, Cgil,Cisl,Uil del comparto sanità per l’applicazione dell’Accordo del 14 aprile di quest’anno. L’intesa raggiunta in aprile che definiva il raffreddamento del conflitto dopo la proclamazione dello stato di agitazione propedeutico allo sciopero contiene impegni importanti finalizzati alla difesa e al rilancio della sanità pubblica nella provincia livornese, e diretti a garantire i diritti previsti dalla vigente legislazione e dai contratti ai lavoratori della Asl 6. La Rsu e le organizzazioni sindacali hanno profuso tutta la loro azione anche proponendo soluzioni per rendere esigibili i punti dell’Accordo; ciononostante abbiamo constatato la volontà dilatoria e inconcludente dell’Asl 6 di non adempiere agli obblighi assunti. In tal senso l’Asl 6 si è rifiutata di fornire un quadro programmatico delle attività sull’intero territorio nelle sue varie articolazioni ospedaliere e territoriali e ciò ha impedito ai soggetti sindacali di partecipare ai processi di riorganizzazione in atto registrando scelte unilaterali della direzione aziendale».
«Occorre ribadire - prosegue la nota - che l’attuale situazione dei servizi sanitari è caratterizzata da una frammentazione per singola zona che dimostra l'incapacità aziendale di definire un assetto complessivo indispensabile per stabilire le prestazioni da produrre nei vari presidi ospedalieri, anche in rapporto alle decisioni in Area vasta. In questo ambito le compensazioni per le fughe dei cittadini per prestazioni fruite in altre realtà ammontano a oltre 90 milioni di euro, le liste di attesa per la diagnostica sembrano ormai incomprimibili, le disfunzioni dei pronto soccorso sono costanti nel tempo, l’inadeguatezza del modello per intensità di cura è evidente, la riduzione dei posti letto è rilevante senza la realizzazione di servizi territoriali alternativi, per esempio Case di salute. Queste sono a titolo esemplificativo alcune delle situazioni da risolvere e sono l’emblema di disagi diffusi tra i cittadini, tutto ciò fornisce un’immagine negativa di una sanità pubblica che vogliamo difendere e rilanciare».
«Noi non ci rassegneremo - aggiungono i sindacati - alla navigazione a vista dell’Asl 6 e all’attuazione di soluzioni estemporanee ed emergenziali al di fuori di un progetto complessivo. Per questo abbiamo chiesto all’Asl 6 l’attuazione degli accordi sottoscritti. Nell’accordo assume rilevanza il ruolo del personale che è la risorsa fondamentale di un’azienda sanitaria, per questa ragione è indispensabile un piano assunzioni triennale con aggiornamenti annuali che impieghi risorse in relazione ai servizi da erogare, anche l'impegno assunto di sostituire tutto il personale in pensione è ancora disatteso non essendosi completato neppure il turnover 2013».
Prosegue la nota: «L’Asl ogni anno non ha investito oltre 6 milioni di euro rispetto al tetto di spesa previsto dalla legge e ciò ha comportato la compressione e la negazione dei diritti dei lavoratori ai riposi settimanali, alle ferie ecc. determinando varie situazioni caratterizzate da criticità e impossibilità di operare in sicurezza con evidenti rischi per i lavoratori; riteniamo che debba cessare l’uso improprio dello straordinario programmato e della pronta disponibilità per sopperire alle carenze dell’organico. Sempre in questo ambito non è accettabile l’atteggiamento della direzione di non corrispondere ai lavoratori, con un contratto nazionale bloccato da oltre cinque anni, quanto dovuto per progetti attuati e lavoro prestato. La direzione dell’Asl 6 si è assunta la responsabilità di non rispettare gli accordi sottoscritti, questa grave violazione palesa una volontà decisionista fatta di scelte miopi e unilaterali e dimostra al contempo la propria incapacità di programmazione e gestione che determina effetti e ripercussioni negative sui diritti dei cittadini e dei lavoratori».
Per questo «la Rsu e le organizzazioni sindacali proclamano per il mese di settembre lo stato di agitazione e il conseguente sciopero sull’intera Asl 6».
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