Il Tirreno

Poli tecnici professionali, Cerboni capofila

Poli tecnici professionali, Cerboni capofila

Alternanza scuola e lavoro per gli studenti, intese con il Parco, associazione albergatori, Comuni

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PORTOFERRAIOI. Un istituto elbano capofila dei Poli tecnici professionali (Ptp) della provincia livornese. È l’istituto tecnico Cerboni di Portoferraio che ora è alle prese con la progettazione di complesse attività finalizzate alla formazione dei giovani in rapporto del loro proseguimento negli studi o all’immissione nel mondo del lavoro. E infatti l’istituto per geometri e per ragionieri di piazzale Buttafuoco a Portoferraio, si sta impegnando a tale scopo, durante l'estate, col lavoro di coordinamento di vari enti aderenti tra cui l’Isis Foresi-Brignetti, i Comuni di Portoferraio e Rio Marina, il Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, quindi l’Associazione albergatori e altri imprenditori e associazioni locali. «Quattro gli scopi principali del Polo tecnico professionale - spiega la dirigente scolastica Grazia Battaglini, che organizza il tutto col suo staff - gestire ogni attività di orientamento degli studenti, creare a tale fine un collegamento con i bisogni reali del territorio per formare giovani in specifici settori di studio, progettare e attuare l’alternanza scuola-lavoro durante gli anni scolastici e quindi creare nuove forme di apprendistato». Gli aderenti hanno sottoscritto dal notaio Morelli di Portoferraio la carta di impegni progettuali per avere una sorta di accordo di rete, ma anche altri Enti pubblici e privati potranno aderire in corso d’opera, perché senza dubbio l'esperienza, di rilievo per la formazione dei giovani, prevede di accogliere tutti gli Enti del territorio legati alla tematica. «Si tratta di una nuova modalità, più potente, di fare orientamento - precisa Maria grazia Battaglini- che è forte di una delibera regionale alla quale aderiscono un pò tutte le forze sociali e sono venticinque i Poli tecnici professionali toscani e 4 ne esistono nella nostro provincia e noi li organizziamo. E’ una progettazione ispirata al modello della scuola tedesca che prevede, dal terzo anno delle superiori, di fare scelte professionalizzanti con tirocini presso ambienti di lavoro e altre modalità apprendimento specifico. Siamo in collegamento con l’Università di Firenze e l’assessore regionale all’istruzione Emmanuele Bobbio. Adesso siamo in una fase sperimentale e di costruzione delle esperienze. L’attuazione è prevista a iniziare dal prossimo anno».

(s.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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