Il dolore
«La ricetta? Tecnologia e professionalità»
Medical Group in un anno e mezzo è diventato il punto di riferimento per la diagnostica in Val di Cornia. E ha 15 dipendenti
di Francesca Barone

VENTURINA. «Per fare impresa in Italia ci vuole un cuore grosso e un fegato enorme», parola di Alberto Bussotti, medico odontoiatra. Lui, nella sua Venturina ha realizzato per primo ciò che anche il Comune ha definito “un valore aggiunto per il territorio”: un centro medico polivalente. Una struttura privata all'avanguardia che offre servizi di diagnostica per immagini, poliambulatori specialistici e una clinica odontoiatrica. Operativo da gennaio 2013, il centro si trova nella zona industriale, in un capannone di 1.000 metri quadrati. Alla guida, tre società: Coeci srl, B.Medical Group, Studio odontoiatrico dottor Bussotti. «Questo centro – spiega Bussotti – è nato dall'idea di far qualcosa di utile per il comprensorio vista la carenza di centri diagnostici completi».
Con Fruzzetti. Fondamentale, però, è stato l'incontro con Michele Fruzzetti, 42enne lucchese, tecnico di radiologia all'ospedale di Lucca. «È uno dei cuori pulsanti di questa struttura – sottolinea Bussotti – Michele è un tecnico con tanta esperienza alle spalle. Dopo dodici anni, si è licenziato dall'Asl, ha lasciato la famiglia a Lucca e ha creduto nel progetto di Medical Group. Ha avuto coraggio». «E lo rifarei – interviene Fruzzetti – anche perché l'ospedale era limitativo per la mia idea di sanità e di tecnico, mi stava stretto. Alberto mi è subito piaciuto. Mi ha illustrato la sua idea iniziale, cioè di una sala di radiologia e di ambulatori per la libera professione, che poi ho modificato proprio perché, venendo io dal mondo della diagnostica, era riduttiva». In sinergia con Bussotti e Fruzzetti lavorano tutti i giorni i dottori Paolo Tamberi e Aldo Farnesi e l'infermiere professionale Andrea Barsotti. «Siamo un bel gruppo – dice Alberto – è bello fare diagnostica e medicina insieme. Si è creato un ambiente di lavoro familiare». Ma il team di Medical Group non si esaurisce qui. Nel centro orbitano più di sessanta specialisti provenienti da vari sedi universitarie e ospedaliere, fra cui alcuni giovani professionisti della zona. «Inoltre in azienda lavorano 15 dipendenti – evidenzia Bussotti – l'ultima assunzione risale ad un mese e mezzo fa. Al momento dell'apertura siamo stati sommersi da centinaia di curricula. C'è fame di lavoro in Italia!» In un anno e mezzo nel centro medico venturinese sono stati effettuati oltre 20mila esami, a Medical Group arrivano pazienti da mezza Toscana. «In particolare – spiega Fruzzetti – da Livorno fino a Grosseto e tutta l'Isola d'Elba». È attivo, due volte la settimana, un servizio gratuito di navetta per il trasporto dal porto al centro medico. «L'attività è cresciuta molto – spiega Bussotti - nemmeno io mi aspettavo questo tipo di risposta in così poco tempo. Abbiamo creduto in questo progetto, investendo energie, tempo e grosse risorse economiche: per una macchina pesante si può pagare anche 1,5 milioni di euro. La domanda di esami diagnostici è sempre maggiore, tanto che siamo arrivati ad installare una tac a bassa dose, la prima in Toscana e la terza in Italia». Altro importante investimento è stato fatto nel sistema informatico Ris-Pacs, un metodo di acquisizione e archiviazione digitale delle immagini che permette di conservare le copie degli esami per dieci anni, obbligatorio per le strutture pubbliche, ma non per quelle private. «Ma la novità assoluta – spiega con orgoglio il dottor Bussoti – è la stampa delle immagini su carta, un piccolo book che consegniamo al paziente, per una consultazione più semplice e immediata da parte del medico. Siamo i primi in Italia».
Total body. Ciliegina sulla torta, la risonanza magnetica total body. «Medical Group – spiega Fruzzetti – è l'unica struttura che, da sette anni a questa parte, ha ottenuto dalla Regione l'autorizzazione all'installazione di questa apparecchiatura. In tutta la Toscana saranno una decina, in provincia di Livorno questo macchinario non è presente in nessuna struttura privata. Significa che il nostro modo di operare è stato ben visto dal direttore della Asl e dalla Regione. Adesso dobbiamo solo installarla, ma prima è necessario un ampliamento di superficie». Insomma, il nostro territorio può vantare un centro medico da milioni di euro e in continuo sviluppo. «Purtroppo fare impresa in Italia è come voler portare l'acqua col paniere, ci sono buchi da tutte le parti! - sottolinea Bussotti – A livello istituzionale, di governo centrale, questo è un Paese avvitato, ingessato e con il freno a mano tirato, dove investi in strutture e tecnologie e non devi aspettarti che qualcuno ti dica grazie». «Anzi – interviene Fruzzetti – ti ripagano con scarse detrazioni e una pressione fiscale insostenibile. Se io imprenditore fatturo 50mila ero l'anno, in tasca rimangono 20mila. Per non parlare del costo del lavoro. Per dare 1000 euro ad un dipendente io ne spendo 2100, cioè il doppio. Con altre condizioni tutti riprenderebbero ad assumere».
Serve entusiamo. Ma questo non ha fermato il dottor Bussotti e i suoi colleghi, entusiasti del percorso intrapreso e dei risultati raggiunti. «Dal punto di vista medico, clinico, scientifico il futuro è roseo – specifica Tamberi –. Qui c'è un entusiasmo che trasuda dalle pareti. Tutti i giorni c'è qualcosa di nuovo. Quello che può essere un traguardo è un punto di partenza». «È questo che alla fine ci fa andare avanti e lavorare a testa bassa 16 ore il giorno», incalza Bussotti. «Trovare una patologia e muoversi di concerto, non lasciare mai solo il paziente, supportare il medico curante. Ecco qual'è la nostra idea, lavoriamo per questo. Se noi non riusciamo a risolvere una problematica internamente, ci attiviamo subito e cerchiamo di indirizzare il paziente su strutture pubbliche o private che possano risolvere il problema in tempi rapidi». Secondo Bussotti, «in questo Paese c'è bisogno di entusiasmo. Se un imprenditore fa un investimento in Italia in tempo di crisi è perché ha coraggio. Ci vuole credere. Aprire e far vivere un centro come questo in Germania, in Croazia, in Austria sarebbe stato molto più facile. Ma sono italiano e finchè posso investo qui, a casa mia». «All'inizio – racconta – tutti mi dicevano, “ma chi te l'ha fatto fare?”. Sono stato tre mesi senza dormire, a grattarmi il capo dai pensieri. Ma poi, piano piano, vedi che le cose vanno nel verso giusto». «Vuoi sapere quale è la ricetta? - mi fissa negli occhi – Innanzitutto crederci, poi investire in tecnologia e professionalità, e infine lavorare di giorno e pensare di notte!»
Tutto iniziò con un cinema. L'esigenza di non fermarsi mai, di intraprendere nuove sfide, di cimentarsi in qualcosa di nuovo. Alberto Bussotti sa cosa significa. Lui, medico odontoiatra, nella vita non ha mai posato il dito sul tasto “stand by”, perché “la voglia di fare è innata, è un istinto”. O forse è un'eredità. Perchè il nonno di Alberto, fattore, nel 1953 ha realizzato a Venturina l'unica sala cinematografica che il paese abbia mai avuto, il cinema Vittoria. Qui, Alberto, nato nel 1958, ha respirato l'odore delle pellicole, le stesse che da adolescente anche lui inseriva nel vecchio proiettore. «Ho ancora vivo il ricordo di quando la domenica pomeriggio aprivamo il cinema, c'era sempre la fila. Che soddisfazione!» Celestino e Iolanda, i genitori del dottor Bussotti, hanno gestito il cinema di nonno Pilade fino alla chiusura, nel 1982. «La carne non vuole più il sale, disse mio padre un giorno, aveva capito che ormai, con il divieto di fumo in sala e l'arrivo delle videocassette, il cinema era destinato a tramontare. Non rientravamo più nelle spese e così abbiamo chiuso». Ma il percorso di Alberto, nel frattempo, aveva preso un'altra direzione. Terminate le scuole superiori, insieme al compagno Vittorluigi Salvadori, e con un po' di resistenza da parte dei genitori, decide di diventare odontotecnico. Frequentano la scuola a Grosseto, si diplomano a Bergamo e aprono i rispettivi studi, Vittorluigi a Piombino e Alberto nel centro di Venturina. «Durante gli studi ho sempre lavorato per non pesare sulla famiglia, facevo il cameriere, aiutavo al cinema e inoltre scattavo foto e le vendevo». Poi, dopo una grave perdita, arriva la svolta. «Quando le cose cominciavano ad andare bene, mio padre è morto, avevo 27 anni. È stato il periodo più duro. L'anno seguente ho sposato mia moglie Gabriella ed è nato Nicolò. Ma il mio lavoro da odontotecnico mi stava stretto». Così a 30 anni Bussotti si iscrive a odontoiatria all'università di Siena. «Gabriella aspettava mia figlia Camilla, ringrazio mia moglie per i sacrifici fatti in quegli anni».
Una volta laureato Alberto rinnova il vecchio studio e inizia una carriera da medico odontoiatra. Ma il dna non mente e negli anni lo spirito imprenditoriale prende il sopravvento. Nel 1989, al posto del vecchio cinema Vittoria, Alberto apre un bowling, poi trasformato in appartamenti. Negli anni Bussotti ha poi investito in un residence e in un albergo all'Isola d'Elba, dova oggi lavora il figlio Nicolò. La moglie, invece, titolare di un magazzino di prodotti siderurgici ereditato dal padre, da tre anni è proprietaria di Torre Mozza. «Non riusciamo a stare fermi – sorride Alberto – è un vizio di famiglia, si investe e si crea lavoro». È andata così anche per Medical Group. «A 55 anni, dopo 30 anni di professione, mi sono rimesso in gioco, cercavo una struttura più grande perché avevo intenzione di allargare il mio studio, anche in previsione di un passaggio di consegne a mia figlia. Camilla è infatti al terzo anno di odontoiatra, studia in Spagna, a Valencia. Certo è che non avevo in mente un centro medico di questa portata. Pensavo ad una sala di radiologia utile per l'odontoiatria e a qualche ambulatorio per la libera professione. Invece, poi, ho trovato questo capannone non prefabbricato, di 1000 metri quadrati. E dato che, purtroppo, la domanda per la diagnostica pesante è sempre in aumento, ho deciso fare un investimento maggiore, qui a Venturina, la mia città. Ed è nato Medical Group».
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