Gioco
Campeggi avvio fiacco, un calo con punte del 15%
La percentuale media si attesta intorno al 10 per cento nelle maxi strutture Sambuco: «Non hanno risentito della crisi i piccoli gestori con clientela stabile»
PORTOFERRAIO. Un calo di utenza che sfiora perfino il 15% sul trend del 2013. Un tetto massimo con una percentuale complessiva che si attesta intorno al 10% con punte che vanno dal 2 al 5%, sempre nel segno negativo. Un luglio da dimenticare anche per le strutture elbane all’aria aperta, come dire campeggi che maggiormente hanno risentito dell’andamento meteorologico di questa “estate pazza” soprattutto quelli di maggiore dimensione che hanno una maggiore capacità di accoglienza e gestione di aiuole. Sono loro che accusano un netto calo di fruitori, di amanti del turismo a cielo aperto, sotto la tenda. «Ed è anche comprensibilissimo – dice Vito Damiani, gestore del camping Europaa Lido di Capoliveri – appena si sentono due gocce d’acqua ci si allarma subito e la gente non è invogliata a restare fra noi. Mancano almeno in questo primo periodo gli Italiani che a quanto pare sono alle prese con l’effetto crisi». E con la crisi si accompagna il terzo fattore che è determinato dai costi, soprattutto quelli relativi ai passaggi dei traghetti. «Siamo riusciti a strappare un accordo con la società Blu Navy – aggiunge Luigi Coppola, dirigente della Faita elbana – per cui quasi il costo del biglietto dell’attraversata lo paghiamo noi alla compagnia per i clienti che si fermano in una delle nostre aziende. Almeno con questa formula siamo riusciti a invogliare le persona a trascorrere un periodo di vacanza fra noi». Ma evidentemente non basta se non si accompagna a tutto ciò a una “politica occulta del turismo sul territorio”.
Chi scegli questo tipo di soluzione, il campeggio, è per stessa definizione un amante della natura, del paesaggio. «Più organizzazione, più volontà nella ripresa e meno frammentazione amministrativa: ecco di cosa avrebbe bisogno l’Elba per riprendersi”, dice Paolo Posta, responsabile del camping Ville degli Ulivi a Campo nell’’Elba – Ho visto un deterioramento generale della situazione. Si prenda, per fare qualche esempio, l’arredo urbano, la pulitura dei fossi che viene sì effettuata ma poi si lasciano in loco le canne tagliate cosicché si formano delle piccole dighe che impediscono all’acqua piovana di defluire normalmente. E’ una lotta dura, quasi impari che fa perdere la voglia anche alle persone più motivate».
Sulla medesima lunghezza d’onda Giovanni Schezzini, gestore del campeggio “Sole e Mare” a Nisporto. «Abbiamo una strada d’accesso che è invasa dalla vegetazione – dice – quando due macchine s’incontrano c’è difficoltà di manovra. Come fa la gente a venire da noi?». Insieme a queste voci c’è chi però è di segno contrario, come il campeggio Canapai a Ortano.«“Innovazioni e miglioramenti nella qualità dell’offerta – dice Vittorio Santini, responsabile – è questa la nostra formula vincente». «Chi non ha risentito della crisi – conclude Giacinto Sanbuco, dirigente della Faita elbana – sono i piccoli gestori che hanno una clientela stabile, affezionata che ogni anno si ripresenta. C’è la buona conferma degli stranieri, mentre anche quest’anno gli italiani, causa maltempo, latitano. Speriamo adesso con il mese di agosto».
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