Il Tirreno

La Costa Est “coperta” di sterpaglie

di Cecilia Cecchi
La Costa Est “coperta” di sterpaglie

Marrone il mare e chilometri di costa invase di detriti, pulizia al via stamani. Tabani (Asiu): «Fineremo nel weekend»

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PIOMBINO. Marrone il mare, chilometri di spiaggia invase da sterpaglie. Il risultato del mercoledì di nubifragi: dal fiume Cornia e dai tanti fossi è arrivato di tutto. Il meteo mette a rischio in mille modi questa stagione estiva.

Ieri mattina i pochi coraggiosi che hanno colto al volo e con entusiasmo la giornata di sole si sono trovati davanti un panorama diverso dal solito. Perelli 1 è sicuramente l’area più colpita. Ma i detriti, pur in minore entità, arrivano comunque fino al Mortelliccio.

Centinaia di metri di paglia, quanto spesso se ne trova abbandonata dopo il taglio di fossi e giardini anche in città, anche sulla via per il porto. Perché chi taglia non la brucia più e non la porta via. Forse anche qui è successo un po’ lo stesso, e dai fossi, ovviamente, le sterpaglie (tante canne e scaglie di mietitura) sono arrivate al mare e hanno finito per coprire la piaggia dopo ogni corso d’acqua, in direzione Follonica, secondo quanto dettavano le correnti. Da Giuseppe Tabani, direttore operativo Asiu, l’assicurazione che si comincerà a pulire stamani per finire entro il weekend: «La spiaggia è bagnata – spiega Tabani – e le sterpaglie umide, così interverremo a manualmente rastrellando per ridepositare, dove possibile, a protezione della duna, a ridosso della barriera di legno come concordato con la società Parchi».

Certo non si è alle prese con la maxi pulizia del marzo scorso di legame e rifiuti. «Ci limiteremo a una rimozione il meno invasiva possibile – prosegue Tabani – anche per gli orari, dalle 5 alle 9 (oggi, domani e domenica)».

Sette chilometri da perlustrare e pulire, a cominciare da Perelli 1, come detto area più colpita fino al Mortelliccio, ovunque sia necessario.

«La ricollocazione delle sterpaglie a protezione della duna – interviene il presidente della Parchi, Luca Sbrilli – fa sì che questo tipo di materiale organico non venga portato in discarica, rinforzando l’intervento della Provincia e riducendo i costi dell’intervento. Importante l’azione manuale perché così non si porta via sabbia, come invece accadrebbe con le macchine. Lentamente ma stiamo migliorando anche queste tipologie d’azione, pur necessarie, in casi così imprevedibili: con piogge- bombe d’acqua da 50- 70 millimetri in due ore, cifre elevatissime in periodi dove non c’è mai pioggia e si procede con sfalci e mietiture. Dunque – sottolinea Sbrilli – problemi ed esigenze sempre nuove che ci fanno però progettare interventi che possano essere il meno invasivi possibile». Arenile bagnato-canne umide (portate via a mano): la sabbia resterà dietro la duna. Poco disagio per i bagnanti che arriveranno ad operazione finita. «Se necessario – riprende Tabani – l’intervento lo porteremo a termine di notte».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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