Sicurezza
Monte Fabbrello, sull’isola si torna a coltivare il grano
PORTOFERRAIO. Cinquanta quintali di grano tra tenero e duro prodotto in quattro ettari, pronto per essere macinato nel mulino a pietra. Il tutto per un ritorno all’agricoltura del passato, quando...
PORTOFERRAIO. Cinquanta quintali di grano tra tenero e duro prodotto in quattro ettari, pronto per essere macinato nel mulino a pietra. Il tutto per un ritorno all’agricoltura del passato, quando tra l’ Ottocento e il Novecento le spighe dorate riempivano i terreni nel campese, marcianese ed anche a Pianosa? Non proprio: è in gioco una scelta radicale al Montefabbrello, quella di produrre tutto in modo naturale e mettersi alle spalle il cibo nato dalla elaborazione industriale. Dimitri Galletti è il protagonista di una svolta in nome di un’Elba “verde” di qualità. E' al timone della tenuta agricola posta nei pressi di Magazzini di fronte all'ampio golfo di Portoferraio. Lavora con la moglie Nelly e i suoi collaboratori, tra cui lo chef d'eccezione Michele Nardi, aiutato da Elton. «Abbiamo finito da poco di mietere il nostro grano elbano, l'unico sull'isola – spiega Galletti – eccellente per la qualità della sua semola, noto col nome di “Senatore Cappelli”. Per fortuna non abbiamo avuto alcun problema con i cinghiali. Ora siamo nella fase della pulitura e passiamo all'essiccamento con metodo naturale, aria e sole, dobbiamo raggiungere un'umidità inferiore al 13% e così lo conserveremo in botti di cemento sottovuoto, inserendo anche foglie di alloro che impedisce agli insetti di avvicinarsi». La sfida per fare alimenti naturali è quindi cominciata: Galletti si è dotato di un piccolo mulino con macina a pietra per ottenere di volta in volta la farina integrale con cui prepara per i clienti, pane, pasta e dolciumi. «Portiamo in tavola la natura, una garanzia – dice soddisfatto il giovane agricoltore – e anche gli altri alimenti sono tutti elbani Doc come la carne Chianina del Buraccio, le verdure, il pesce. Nardi ha perfino inventato una pasta all'Aleatico».
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