Il Tirreno

Luglio nero, a rischio la produzione del vino

di Stefano Bramanti

Viticoltori preoccupati a causa delle piogge e dei continui sbalzi di temperatura Le muffe e i funghi insidiano le piante: «Ma contiamo in un agosto soleggiato»

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PORTOFERRAIO. «Rischiamo di fare porcini invece che bei grappoli di uva».

È questa l'amara battuta di Italo Sapere, titolare dell’azienda agricola Sapereta, per far capire la situazione delle vigne stressate dal maltempo anomalo di questo luglio. Difficoltà, spese elevate, preoccupazione: sono i termini ricorrenti nel settore dell’agricoltura elbana. L’agronomo Sapere della tenuta omonima della piana di Porto Azzurro è uno dei massimi esperti di viticoltura dell’isola, un elbano Doc come il suo vino. È pervaso da un certo pessimismo: le vigne sono in crisi per questo luglio caratterizzato da un clima negativo che può incidere sulla futura vendemmia. «L’estate è troppo incerta dal punto di vista meteorologico – commenta – passiamo da un sole cocente a burrasche che fanno abbassare la temperatura notevolmente. In giugno sembrava mettersi al meglio, poi una forte grandinata ha cambiato le carte in tavola. Le frequenti piogge favoriscono malattie delle piante e quindi stiamo facendo trattamenti costosi per combattere la peronospora della vite e l'oidio». Si tratta di funghi o muffe che si propagano con le temperature inferiori alla media. Tanto basta per ipotizzare una vendemmia 2014 meno positiva del solito. «Lavoriamo male nei campi fangosi, – conclude Sapere – ma possiamo sperare in un agosto migliore che rimetta a posto le cose. Al momento le cose non girano bene».

Sulla stessa lunghezza d'onda alla tenuta storica de La Chiusa di Portoferraio, dove lo stesso si spera arrivino maggiori temperature e soleggiamenti. «Del resto non tutte le annate possono essere ottime – ha commentato il responsabile della tenuta – in ogni caso la nostra situazione è sotto controllo e stiamo curando le piante».

Nel versante occidentale alle Terre del Granito la musica non cambia. «Sì, abbiamo molte muffe che mettono a rischio le piante – dice Rocchi – e siamo preoccupati per la buccia dell'uva che ne risente della sua integrità. Abbiamo preso dal Consorzio agrario le sostanze chimiche per combattere le malattie e per fortuna non abbiamo avuto fenomeni di grandine. Le previsioni per noi rimangono buone. Siamo preoccupati invece per il miele: purtroppo registriamo, in seguito a questo tempo troppo variabile, con molte piogge violente, fioriture delle piante anomale e molti fiori cadono presto a terra; oppure, come in certi eucalipti, vediamo un ramo fiorito e poi tutti gli altri ne sono privi. Una situazione strana che è ancora da comprendere e può compromettere la produzione di miele, perché se non ci sono i fiori le api hanno più difficoltà a reperire il nettare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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