Il dolore
Lucchini, crolla il tetto di un capannone
Sfiorata la tragedia per l’assenza di lavoratori con l’impianto in stand-by. Indetto uno sciopero di due ore per oggi
PIOMBINO. Crollo del tetto di un capannone, una tragedia se solo qualcuno fosse stato al lavoro lì, ieri. Oggi i sindacati rispondono con due ore di sciopero a fine di ogni turno (compreso il turno spezzato). Episodio grave e indimenticabile per chi comunque c’era.
Rumore di sottofondo, sordo, indecifrabile. L’aria si copre di fumo, irrespirabile. È il momento in cui rovina a terra parte del tetto nel reparto dell’acciaieria Lucchini per il rifacimento del refrattario del tundish. Sono le 15,15. Per i dipendenti presenti nei cinquanta metri attorno al capannone il tempo si ferma, qualcuno sussurra per alleggerire la paura «...dev’essere passato un treno... », facendo appello a ricordi non più così vicini.
Dall’infermeria cominciano a correre in due perché, proprio in quel momento si sa che c’è una squadra in movimento per un intervento in zona; dopo si scoprirà che si sono fermati giusto in tempo, «per uno scricchiolio sospetto». Qualche attimo in più, il boato. «Non c’era nessuno, fortunatamente...» racconteranno. Gli operai della ditta 3M che qui lavorano sono da tempo in cassa integrazione (in convulse trattative per farsi pagare). Come detto dall’infermeria partono in due, ma oltre la porta si trovano davanti una quantità enorme di polvere che esce dal capannone «come se fosse scoppiato», Poi grida, fischi per verificare che dentro non ci sia nessuno; il sollievo della conferma. Appena la polvere si dirada l’impressionante realtà di centinaia di metri di tetto franati e persino una parte della struttura come piegata per aver in qualche modo cercato di opporsi al disastro. Pompieri e sicurezza interna chiudono l’area con delle transenne.
Fim, Fiom,Uilm, Rsu Lucchini rispondono subito: «Purtroppo – ricordano – mentre sono in atto incontri tra istituzioni e ministeri per l'offerta avanzata da Jindal e i vari aspetti che ne riguarda, oggi alla Lucchini di Piombino dopo una giornata di maltempo si è visto crollare il tetto di un capannone adiacente alla portineria centrale. Fortunatamente, a causa di impianti in stand-by, il personale presente è minimo e in quel momento sette lavoratori stavano transitando nelle vicinanze con nessuna conseguenza, ma tanto spavento. Il capannone in questione era adibito al rifacimento dei tundish e gestito dalla ditta 3M – si ricorda – Sono immediatamente scattate le misure di sicurezza per capire se ci sono stati lavoratori coinvolti e dopo essersi accertati di ciò è stata fatta una prima ispezione da parte dell'azienda, per capire come mettere in sicurezza il resto del capannone. La fabbrica è buona parte in stand-by ma non è possibile abbassare la guardia proprio in questo momento che necessita di un maggior controllo sotto tutti gli aspetti». Ed ecco che, proprio per amplificare questa situazione in caduta libera , le due ore di sciopero e la richiesta di «una riunione immediata alla Regione Toscana, perché questo episodio mette in discussione la sicurezza dei lavoratori e la sicurezza della cittadinanza».
L’azienda precisa: «A seguito dell'arrivo del commissario straordinario, tutti i manufatti di stabilimento sono stati oggetto di una verifica tecnica da parte di professionisti esterni e nel capannone tundish non erano stati rilevati elementi di criticità o cedimento. Il capannone non era in uso dalla fermata dell'acciaieria (aprile 2014), pertanto al momento del crollo non si trovavano persone all'interno. In corso gli accertamenti necessari a capire le ragioni del crollo».
Tra i tanti interventi a pioggia sui social network qualcuno ha pure ironizzato che il meteo abbia deciso «di aiutare l’avvio, già deciso, dello smantellamento vero della fabbrica».
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