Il dolore
Due milioni e mezzo per sistemare le Alighieri
Il Comune ha deciso di spendere i soldi del piano Renzi in piazza Dante L’assessore Di Giorgi: «Ma trasferire i bimbi del Girasole era inevitabile»
PIOMBINO. Due milioni e mezzo di euro per sistemare le scuole elementari Alighieri di piazza Dante: i soldi sono quelli previsti dal “piano Renzi per l’edilizia scolastica” e il Comune ha deciso di utilizzarli per questo vecchio edificio che versa in pessime condizioni. «Rifaremo completamente gli intonaci esterni – spiega l’assessore Margherita Di Giorni – oltre ad una serie di altri interventi di manutenzione. È chiaro che i lavori sono subordinati all’arrivo dei soldi che, al momento, non ci sono». Impensabile, quindi, che la scuola sia rimessa in sesto prima del prossimo anno scolastico: «Non ce la possiamo fare, c’è da fare il progetto e la gara. Ma quando ci saranno trasferiti i soldi interverremo subito».
Al tempo stesso l’assessore interviene anche sulla vicenda dell’asilo il Girasole e sui motivi della chiusura. «Intanto chiarisco che, in merito alla priorità dell’edilizia scolastica e all’opportunità del Piano Renzi, questo riguarda solo le scuole e non le altre strutture educative».
«Non abbiamo voluto gestire in maniera emozionale e con semplificazione la questione – dice ancora – ma al contrario abbiamo voluto approfondire e decidere in maniera trasparente e all’insegna dell’interesse pubblico e della razionalità». Così dopo diversi incontri avuti con i genitori del nido, con i funzionari, a seguito di sopralluoghi alla struttura, e sulla base dei dati oggettivi esistenti è nata la convinzione che l’operazione di chiusura si rendesse necessaria ed opportuna.
«I dati infatti parlano chiaro. C’è una situazione di forte inadeguatezza e criticità della struttura che avrebbe bisogno di interventi molto importanti. A Piombino abbiamo sempre operato per garantire servizi molto qualificati all’infanzia ed è vero infatti che il nido gode di spazi confortevoli con molto verde. Ma questo è un fabbricato costruito nel 1980, 34 anni fa, prefabbricato, che presenta problemi molto seri dal punto di vista strutturale. Gli investimenti che richiede, anche alla luce delle nuove normative antincendio che entreranno in vigore dal prossimo ottobre, sono cospicui. Per gli altri due nidi invece, Panda ed Arcobaleno, saranno necessari interventi di adeguamento impiantistico minori, rispetto a quelli previsti per il Girasole». E magari, visto quanto è successo ieri (vedi sotto, ndr), servirà anche un controllo del verde...
«L’altro grosso problema che ha inciso è stato il calo delle nascite. A questo proposito, per offrire un quadro della situazione, se nel 1° semestre 2013 erano nati 128 bambini a Piombino, nel 2° semestre erano già scesi a 93, mentre nei primi 5 mesi del 2014 a 68. Attualmente la capacità massima dei nostri nidi provoca un notevole avanzo di posti. Consideriamo infatti che nel 2013/2014 ci sono state 91 iscrizioni, non tutte confermate, e che è in crescita il numero di genitori che fin da ultimo non sanno se iscriveranno i figli. Lo scenario che si prefigura è pertanto il seguente: abbiamo 6 educatori e 4 ausiliari presso il nido Arcobaleno che osserva un orario mattutino 8-14, e 8 educatori e 6 ausiliari per il Panda che invece offre un servizio dalle 8 alle 16. I bambini del Girasole non saranno soggetti a nessun cambiamento sia dal punto di vista pedagogico che didattico perché avranno gli stessi educatori. Questa opportunità servirà per un arricchimento da questo punto di vista».
Le iscrizioni sono in decrescita, tra l’altro, anche per i nidi privati, e che soffrono per la stessa carenza di bambini.
«Non vogliamo perdere la possibilità di recuperare la struttura del nido e per questo - conferma l’assessore Di Giorgi - stiamo componendo un gruppo di lavoro in cui sono presenti educatori, genitori, tecnici e, nel caso ci sia disponibilità, anche un membro dell’opposizione consiliare, al fine di studiare e valutare quali attività alternative potrebbero essere svolte nell’edificio. Vogliamo quindi che il Girasole rappresenti la continuazione e non la fine di una lunga storia». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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