Il Tirreno

Sessanta piccole e medie imprese pronte a investire su Piombino

di Alessandro De Gregorio
Sessanta piccole e medie imprese pronte a investire su Piombino

Lo riferisce il vicesindaco Ferrini al rientro da un incontro al ministero dello Sviluppo economico «Una bella risposta ma ora bisogna accelerare sulle aree produttive: Gagno, Colmata, porto»

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PIOMBINO. Sono una sessantina le imprese che si sono fatte avanti per investire a Piombino. Piccole e medie, di vario genere (dal manifatturiero al turismo), hanno risposto all’appello lanciato da Invitalia attraverso le associazioni di categoria e i sindacati. Di questo ha parlato ieri a Roma, al ministero dello Sviluppo economico, il vicesindaco Stefano Ferrini durante un incontro cui hanno partecipato anche l’architetto Camilla Cerrina, l’assessore provinciale Ringo Anselmi e Albino Caporale della Regione e i funzionari del ministero. La riunione era stata convocata da Invitalia, il braccio operativo del ministero che si occupa dei progetti di reindustrializzazione nelle aree di crisi come la nostra. Invitalia è delegata sia sul fronte delle bonifiche che soprattutto su quello della reindustrializzazione. Il suo obiettivo è attrarre investitori, dando attuazione concreta all’Accordo di programma.

Quello di ieri al ministero era un incontro tecnico di preparazione in vista del comitato esecutivo che si riunirà giovedì. «Ci sono state molte manifestazioni di interesse dalle imprese del territorio - dice Ferrini - disposte a investire e creare posti di lavoro. Sulla base di queste offerte verranno individuati gli strumenti, previsti dall’Adp, con cui finanziare i progetti. Invitalia ha riferito di aver concluso questa parte del percorso. Tempo fa a Piombino chiese a Confindustra, Cna, Confesercenti, Confcommercio e sindacati di monitorare le imprese del territorio attraverso schede progettuali. Ora ci ha riferito che l’interesse c’è».

Chi siano queste imprese non lo sappiamo ancora. Ferrini spiega che «operano in vari settori, dalla meccanica alla componentistica, dai rifiuti al settore estrattivo, da quello turistico a quello manifatturiero, dalla nautica alla logistica. Non c’è un settore prevalente. L’Adp prevede varie forme di finanziamento, nazionale o regionale. Bisogna capire quale utilizzare per i vari progetti, fissare le scadenze, aprire bandi. Tutte decisioni che verranno prese giovedì. Oggi c’è stata la comunicazione, l’indicazione dei dati raccolti, l’individuazione dei settori finanziabili. Si sta cercando di capire quali potenzialità offre il territorio per favorire occupazione o rioccupazione. Tutti gli strumenti individuati da Regione e Governo punteranno su un meccanismo, che deve essere ancora perfezionato, di premialità verso coloro che riassumono personale in uscita dal ciclo siderurgico. Stiamo analizzando inoltre le caratteristiche delle nostre aree produttive da mettere sul mercato. Con la possibilità, anche qui, di attivare forme di finanziamento per urbanizzarle e accogliervi le imprese. Sto parlando sia dell’area industriale disponibile che della zona retroportuale, insomma tutta la parte potenzialmente produttiva: Gagno, Colmata, porto, ex Irfird, alcune delle quali in carico all’Autorità portual ».

Tornando alle imprese, sono una sessantina quelle che hanno manifestato interesse. La fattibilità dei progetti è tutta da verificare, spiega lo stesso Ferrini, «ma questa risposta delle piccole e medie imprese mette un po' di ottimismo in una situazione difficile, se non drammatica. Una risposta numericamente importante. Devo dire che ministero e Invitalia stanno lavorando in maniera serrata su questo Adp. Noi però, sul territorio, dobbiamo accelerare sulle aree urbanizzate. Colmata, Gagno, le aree portuali. Insomma, tutte quelle in cui abbiamo disponibilità di ettari vanno rese attrattive per favorire nuovi insediamenti o ampliamenti di imprese già esistenti. Non c’è tempo da perdere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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