Il Tirreno

Italian Food riapre e assume 40 persone

di Annalisa Mastellone

L’azienda dal primo agosto pronta a ritirare fino a 100mila tonnellate di pomodoro. Pasquale Petti: «E investiremo ancora»

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VENTURINA. Aumento di capitale, più pomodoro da lavorare e nuove assunzioni, almeno una quarantina, oltre a buone prospettive per il porto di Piombino. E entro il 2020 le assunzioni potrebbero essere molte di più.

Sono queste le grandi novità con cui l'Italian Food riapre la produzione dal primo agosto, e che saranno il motore di un più ampio progetto d'investimento con cui l'azienda punta a dare nuova linfa all'economia locale, e non solo.

L'attenzione per il territorio e l'impegno profuso negli anni per vederlo crescere, hanno fatto dello stabilimento del gruppo Petti una risorsa strategica per la Val di Cornia e la Toscana tutta.

E ora, scongiurato il rischio chiusura paventato lo scorso anno, dalla storica azienda venturinese arrivano segnali più che positivi in grado di garantire una boccata di ossigeno al settore agricolo, con benefici in termini di crescita dell'occupazione e dell'indotto logistico e infrastrutturale collegati alla coltivazione e alla lavorazione del pomodoro da industria.

«Grazie a una politica d'investimento incentrata sulla valorizzazione dell'alta qualità delle produzioni e dell'origine della materia prima locale - spiega soddisfatto l'amministratore delegato Pasquale Petti -, e attraverso una solida strategia di promozione del marchio Petti, in un solo anno di vendita della nostra nuova linea “Il pomodoro al centro-100% Toscano”, e siamo l'unica azienda a poterlo scrivere in etichetta, siamo riusciti a coprire più del 30 per cento della grande distribuzione italiana. I nostri prodotti hanno riscosso un notevole successo conquistando la fiducia dei consumatori sempre più attenti alla qualità».

Fiducia che si è tradotta in un aumento delle vendite e quindi del fatturato, permettendo così all'Italian Food di accrescere il capitale e di consolidare gli obiettivi di sviluppo con nuove opportunità di rilancio delle attività. E questo porterà beneficio a tutta la zona.

«L'aumento di capitale - sottolinea Petti - è dovuto all'ingresso dell'Asport, Associazione di produttori ortofrutticoli, e all'incremento di finanziamenti ricevuti da Monte dei Paschi e Banca Ifis. Cosa che ci ha dato la possibilità di programmare un maggior quantitativo di pomodoro fresco che lavoreremo a partire dall'1 agosto. Garantendo soprattutto una sicurezza di pagamento a tutti gli agricoltori che dovranno essere saldati a 30 giorni dalla consegna della materia prima».

Pronto a ritornare con i ritiri della materia prima dai campi toscani fino alle 100mila tonnellate degli anni 2010-2012, assicura l'amministratore delegato, nello stabilimento venturinese quest'anno si lavorerà di più e per questo ci saranno fino a quaranta nuove assunzioni.

Senza contare le ricadute occupazionali positive anche per tutte le ditte che si occupano della logistica e delle attività correlate alla produzione del pomodorificio. Senza dubbio una buona notizia per un territorio depresso dalla crisi come la Val di Cornia, e che porta con sé nuove idee e prospettive di sviluppo.

«Per un'attività in crescita come quella dell'Italian Food - sottolinea Petti - sarebbe senza dubbio utile il poter disporre del porto di Piombino per i carichi delle nostre navi, che ora per la maggior parte vengono effettuati a La Spezia e Livorno, e in questo modo potremmo dare lavoro anche a molti operai della ex Lucchini che si occuperebbero dell'imbarco delle nostre merci. Sarebbe un'occasione importante, che permetterebbe progetti d'investimento ancori più grossi con cui dare un'ulteriore spinta alla crescita di questo territorio, in cui il gruppo Petti ha sempre creduto».

Il tutto in vista del grosso piano di delocalizzazione dell'Italian Food che, entro il 2020, trasferirà lo stabilimento nella zona industriale di Campo alla Croce a Venturina.

«Sarà un investimento di sessanta milioni di euro - spiega Petti - una parte proveniente da finanziamenti del Ministero dello Sviluppo e della Regione Toscana e l'altra, ovviamente maggioritaria, dal gruppo Petti e dall'Asport. Un progetto con cui vogliamo raddoppiare il numero dei dipendenti che arriveranno a 500 grazie all'assunzione di nuovo personale specializzato».

Insomma, «guardo da sempre con lungimiranza e attenzione a tutte le possibilità di sviluppo della Val di Cornia - precisa l'amministratore delegato -. Mi sono sempre esposto in prima persona e mi sono preso carico di mille rischi e responsabilità, ma ora sento di avercela fatta e di poter assicurare ai miei dipendenti un futuro positivo e incentrato sul lavoro, la responsabilità e la condivisione dei traguardi che insieme raggiungeremo garantendo a tutti i nostri consumatori la migliore qualità docg. E ci tengo a ringraziare il sindaco di Campiglia Rossana Soffritti, l'assessore Paolo Pacini di Livorno e l'assessore regionale Gianni Salvadori. Loro sono ci sono stati sempre vicini, e ci hanno sostenuto per permettere di terminare la chiusura della filiera e la ristrutturazione del nostro stabilimento che da questa campagna 2014 riuscirà a ritirare quasi la totalità del pomodoro fresco coltivato in Toscana. Da tenere presente che la coltura del pomodoro è l'unica rimasta in Toscana a livello industriale e che garantisce lavoro a più di 4mila persone in tutto l'indotto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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