Sicurezza
Blackout a Portoferraio: Calata spenta 20 ore, esplode la protesta
Luce ko in case, ristoranti e negozi del centro. Gli esercenti valutano l'dea di attivare una class action contro Enel
PORTOFERRAIO. Una class action contro Enel. È quanto stanno valutando i titolari di decine di negozi e locali della Calata di Portoferraio, in seguito al blackout che ha coinvolto gran parte del centro storico dal pomeriggio di sabato 26 luglio. Per circa venti ore (l’elettricità è stata ripristinata poco prima delle 15 della domenica) la passeggiata lungo la darsena medicea, dalla Gattaia fino all’altezza del Libraio, è rimasta al buio. Il motivo? Il grave danno riportato da due cabine che alimentano il centro storico di Portoferraio (quella in via Guerrazzi e quella in via della Fonderia), a causa di un fulmine durante un forte temporale.

La calata di Portoferraio completamente al buio nella serata di sabato 26 luglIio
I tecnici di Enel hanno lavorato a lungo, per tutta la notte, per tentare di riallacciare l’elettricità nel cuore della città ma solo domenica pomeriggio, dopo l’arrivo di un cavo sostitutivo dal continente (portato con la nave delle 11 da Piombino), è stato completato l’intervento di by-pass temporaneo che ha ridato la corrente a tutti, in attesa dei lavori che saranno compiuti nei prossimi giorni per riparare in modo definitivo il cavo da 15mila volts danneggiato nel sottosuolo. Per circa 20 ore è rimasta al buio gran parte della calata: i negozi, i locali, le abitazioni di via Guerrazzi, via della Fonderia, numerosi utenti nella parte alta del centro storico. Anche i lampioni si sono spenti lungo la darsena medicea, così come sono andate ko le colonnine di elettricità a servizio delle barche ormeggiate nel porto turistico. Un disastro, insomma, specialmente se si considera che il guasto si è verificato il sabato sera, nel pieno di una stagione turistica che sta viaggiando a rilento per colpa di un maltempo forse mai visto nel mese di luglio.
L’atmosfera lungo la calata, sabato sera all’ora di cena, è surreale. Un vigile urbano avverte gli autisti, all’altezza dell’Alto Fondale, del disservizio in centro storico. Il semaforo che regola l’accesso alla ztl è andato ko. Si prosegue a piedi lungo una calata completamente al buio. La maggior parte dei bar e dei negozi sono chiusi, altri provano ad arrangiarsi con delle candele. Il pagamento elettronico non funziona e i pochissimi che comprano qualcosa devono farlo con i contanti. Ma prelevare in centro storico non si può, visto che anche i bancomat non funzionano. «Ci manca solo l’invasione delle cavallette, questa stagione sembra stregata – sorride con un pizzico di amarezza Serena Becucci, che con il marito è titolare dell’enoteca “Calata Mazzini 15” – così non possiamo lavorare, anche se i danni più ingenti li hanno dovuti sopportare i ristoranti e i bar». Pochi metri e, domenica mattina, troviamo la porta della gelateria in Calata Mazzini socchiusa. Moreno Bonini, il titolare, non ce la fa a trattenere la rabbia. «Sono al buio dalle 18,30 di sabato – racconta – dopo due ore avevo già gettato via tutto. Le torte, il gelato, lo yogurt. Considera poi che siamo nel pieno della stagione, mi sono organizzato con le scorte stoccate in frigo. Anche quelle sono finite tra i rifiuti. Il danno ammonta a diverse migliaia di euro. Ora devo rifare tutto il gelato». Gli esercenti della calata stanno valutando un’azione legale collettiva nei confronti di Enel. «Siamo assicurati – fa presente Bonini – un rimborso, seppur esiguo, della merce buttata lo avremo. Ma chi mi risarcisce il danno per il mancato guadagno? I guasti possono verificarsi dappertutto, ma non si possono lasciare per ore le attività al buio, in attesa che un cavo debba arrivare da Piombino».
Il cavo provvisorio di Enel allacciato alla cabina in via Guerrazzi
Ai ristoranti non è andata meglio. Bitta 20, all’ora di cena di sabato, è chiuso, con un cartello attaccato alla porta che avverte i clienti del guasto occorso. «Abbiamo buttatto 6-7 sacchi nell’immondizia. Pesce, frutti di mare, merce da frigo. Abbiamo salvato qualcosa, ma il danno si aggira su 10-12 mila euro – spiegano i fratelli Cavaliere – titolari del ristorante – siamo rimasti chiusi il sabato sera e la domenica a pranzo. I tecnici di Enel hanno lavorato duramente, ma c’è a monte un problema di manutenzione, visto che il cavo è malandato».Anche tra i negozi di abbigliamento e di oggettistica, seppur i danni siano più contenuti, c’è la rabbia per un weekend buttato. E il ricorso a una class action è, un po’ per tutti, la strada da battere. Il sindaco Mario Ferrari, che con il vice Roberto Marini ha seguito da vicino i lavori compiuti da Enel, prova a stemperare gli animi. «Non è il momento di fare polemiche, ma di lavorare per garantire il ripristino della corrente – ha spiegato il sindaco ieri mattina, prima della riparazione – detto questo credo sia necessario organizzare il servizio in modo adeguato per un’isola. In caso di guasto devono essere evitati tempi morti che penalizzano le attività e creano un danno di immagine al turismo di Portoferraio e di tutta l’isola».
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