Sicurezza
Il nido Girasole spacca il consiglio
Bocciato l’ordine del giorno di Callaioli (Rc) sostenuto dalle minoranze: la scuola verrà chiusa
PIOMBINO. Consiglio comunale spaccato sulla chiusura del nido Il Girasole. La fine della storica struttura per l’infanzia, annunciata dalla giunta precedente e confermata dall’attuale, è stata avallata definitivamente con la bocciatura dell’ordine del giorno presentato da Fabrizio Callaioli (Rifondazione comunista) nel consiglio comunale di venerdì.
Il documento è stato approvato da tutte le opposizioni. Tranne la lista Ascolta Piombino che si è unita al Pd e ai suoi alleati e lo ha bocciato.
Per le minoranze, invece, la cessazione del servizio pubblico doveva e poteva essere evitata.
Nella sua replica, l’assessore Margherita Di Giorgi ha spiegato perchè il Comune ha preso la decisione. Le motivazioni sono le stesse, anticipate dal Tirreno in un paio di occasioni, espresse ai genitori dei 21 bimbi che, dal settembre prossimo, verranno trasferiti al nido Arcobaleno insieme alle educatrici.
Il ragionamento dell’amministrazione comunale ruota intorno al calo delle nascite, (con previsioni poco incoraggianti), alle iscrizioni insufficienti e agli interventi di manutenzione straordinaria costosi, in quello che fu il primo asilo nido della città. Con la promessa di destinare l’edificio ad una funzione pubblica non ancora identificata.
Nel presentare il suo ordine del giorno, Callaioli ha sostenuto che, non di eventi ineluttabili si tratta, ma di scelte politiche precise tese a svilire la scuola pubblica. Si è riferito, poi, alla legge regionale che lo scorso anno ha istituito un bando per l’assegnazione di poco meno di 865mila euro da destinare a servizi comunali per l’infanzia.
«A quel bando - ha aggiunto - hanno partecipato 39 Comuni ma non il nostro. E mentre Renzi va dicendo che l’edilizia scolastica rappresenta una priorità del suo governo, qua si chiude una struttura che per ubicazione, lontananza da strade trafficate, presenza di spazi verdi adeguatamente protetti, costituisce un patrimonio collettivo da non cancellare».
Rispetto alle novità normative antincendio che scatteranno dall’ottobre prossimo, l’ordine del giorno individua una deroga per strutture che ospitano meno di 30 bimbi, mentre le iscrizioni si sarebbero attestate sui 24-27.
Infine, un passaggio sulla domanda. La presenza di nidi privati e domiciliari confermerebbe che questa domanda c’è «come avrebbe potuto esserci altrettanta flessibilità da parte delle operatrici del Girasole - ha affermato Callaioli - che si erano fatte avanti per sperimentarla». (v.p.)
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