Sicurezza
Via al progetto contro l’erosione della Costa est
Incontro fra Regione, Comune e Autorità portuale, che lo finanzierà in parte: subito il dragaggio della foce del Cornia
PIOMBINO. Dragaggio della foce del Cornia per ripascere la spiaggia, chiusura dei varchi nella “beach rock” (la fascia di scogli sommersa parallela alla costa), risagomatura degli sbocchi in mare dei principali fossi e un nuovo pennello artificiale a sud del porto, per anticipare gli effetti che dovrebbe portare il previsto approdo turistico della Chiusa: sono queste le idee progettuali che sono emerse, nei giorni scorsi, in un incontro fra Regione, Comune di Piombino e Autorità portuale. Incontro nel quale è stato deciso di stringere i tempi, si andrà fra settembre e ottobre a un protocollo d’intesa, per fermare il processo di erosione della linea di costa fra Torre Mozza e la città e creare le condizioni perché la costruzione delle nuove banchine del porto e i violenti eventi atmosferici che ormai ogni inverno colpiscono la zona, non vadano più a incidere sull’estensione della spiaggia.
«Dopo numerosi incontri siamo arrivati a stringere – spiega l’assessore regionale Annarita Bramerini - e dopo l’estate, con Comune e Autorità portuale, arriveremo a un protocollo d’intesa che consenta di progettare l’intero intervento. E magari di iniziare a fare qualcosa prima della prossima estate. Il monitoraggio della linea di costa era nelle prescrizioni della Via (Valutazione d’impatto ambientale) per il nuovo porto, ma l’Autorità si è detta disponibile a portare avanti la progettazione, fare da stazione appaltante (non ha vincoli da patto di stabilità, ndr) e contribuire economicamente. Ci tengo a lasciare un lavoro definito per tutta questa zona a chi verrà dopo di me in Regione, visto che a sud di Torre Mozza, grazie al progetto fatto insieme alla Provincia di Grosseto, i lavori sono già iniziati».
All’incontro l’Autorità portuale ha presentato i risultati di uno studio molto accurato. La linea di costa è arretrata dal dopoguerra di circa 50 metri, adesso l’erosione è di circa 50 cm all’anno: «Il nostro studio – spiega il commissario, Luciano Guerrieri – ha rilevato la linea di duna e di costa e ha mappato tutti gli scogli dal porto fino a Torre Mozza. Un lavoro capillare propedeutico alla progettazione dell’intervento. Al momento, comunque, i lavori del porto hanno un impatto modestissimo e circoscritto al tratto che arriva a Torre del Sale».
Nell’incontro sono emerse anche le idee progettuali. «Abbiamo rilevato che l’erosione è minore dov’è presente la beach rock, la fascia di scogli sommersa parallela alla linea di costa. Dove manca, invece, è più marcata. Ecco che andremo a chiudere i varchi, con un raccordo fra gli spezzoni. Nell’ambito di questo lavoro potrebbero essere anche previsti dei pennelli perpendicolari, vedremo».
Un altro intervento è previsto al porto. «I dati dicono che c’è un accumulo di sabbia a sud del porto e che serve un pennello per evitarlo. Sarebbe previsto nel progetto dell’approdo turistico della Chiusa ma, in attesa che venga realizzato, possiamo farlo noi».
Altra sabbia in gran quantità, invece, è alla foce del fiume Cornia. «Qui ci sono detriti di ottima qualità e quindi da qui potremo fare il dragaggio per ripascere le zone della costa che sono più in sofferenza. Allo stesso modo pensiamo di risagomare la costa dove entrano in mare i principali fossi».
E i tempi quali sono? «Fra settembre e ottobre andremo al protocollo d’intesa, una convenzione con Regione e Comuni che identifichi un soggetto attuatore e ripartisca i finanziamenti. Come detto, noi siamo pronti a fare la nostra parte sotto il piano economico, anche diventando la stazione appaltante. Non vorrei essere troppo ottimista ma, visto che c’è la volontà di tutti, credo che qualche intervento possa esser fatto prima dell’estate del 2015».
@guifiorini
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