Proteste
Strade provinciali, è un coro di proteste
Vertici, diffide dei sindaci e lamentele sparse, ma la Provincia non ha soldi per lo sfalcio dell’erba. E agosto è alle porte
PORTOFERRAIO. Unanime coro di proteste degli amministratori elbani per le condizioni in cui versano le strade provinciali. Giovedì si è tenuto in prefettura a Livorno un nuovo incontro con i diretti responsabili della Provincia che gestisce la viabilità sull’Elba, per affrontare la situazione venutasi a creare con l’eccessiva crescita di canne, cespugli e vegetazione spontanea lungo l’intera rete stradale isolana. È stato lo stesso Tirreno a documentare come i cartelli e gli indicatori stradali siano completamente assorbiti, nascosti dal verde.
Il vice prefetto per gli affari dell’Elba, Giovanni Daveti, ha inviato in questi giorni agli uffici competenti di Livorno una nutrita documentazione sulle condizioni delle strade provinciali, stilata dal Corpo Forestale dello Stato e dai responsabili del comando della polizia stradale di Portoferraio. «Ho richiamato gli organi competenti della Provincia – aggiunge il viceprefetto – ad applicare la massima attenzione per l’Elba, visto che ben 150 chilometri di strade ricadono sotto la sua giurisdizione». Ma l’impressione avuta al termine dell’incontro è che la Provincia, viste le sue difficoltà, non sia in grado di far fronte all’emergenza. È di poche ore fa la notizia della diffida, attuata dal sindaco di Rio nell’Elba Claudio De Santi, nei confronti della Provincia. Pochi giorni fa era stato Barbetti a fare lo stesso. Ma il problema, evidentemente, non si risolve a colpi di atti formali: «Non ci sono soldi sufficienti», aveva dichiarato al nostro giornale l’assessore provinciale alla viabilità, Catalina Schezzini. Ma il risultato sotto gli occhi di tutti è uno stato di degrado, non certo motivo di vanto in piena stagione turistica. Qualcosa è riuscita ad ottenere Anna Bulgaresi, il primo sindaco dell’Elba a sollevare il problema. «La Civillina – dice – la strada che congiunge Poggio con Marina di Campo, in alcuni punti più critici è stata trattata con il taglio della vegetazione spontanea. Lì davvero c’erano problemi alla circolazione stradale e alla stessa incolumità degli automobilisti». Ancora troppo poco, se si pensa all’intera traccia della viabilità sulla maggiore isola della Toscana.
Una vegetazione così rigogliosa sui cigli delle strade è molto pericolosa, ora che l’erba si secca sotto il sole e rappresenta un ottimo innesco per gli attacchi del fuoco al bosco isolano. Senza contare il rischio e la pericolosità per gli automobilisti che non sono avvertiti dagli indicatori della viabilità. «Per quanto riguarda le strade che rientrano nelle nostre competenze – dice Mario Ferrari, sindaco di Portoferraio – abbiamo provveduto al taglio delle erbe e delle canne. La Provincia non ha fatto altrettanto, ma serve comprensione, viste le condizioni e lo stato generale in cui versano le Province in Italia».
Una proposta, nel corso del vertice in Prefettura, è emersa. L’attività di sfalcio dell’erba potrebbe essere compiuto dal consorzio Alta Maremma, la società che opera sull’Elba e provvede alla pulitura dei fossi. «È dotata di mezzi idonei – aggiunge Bulgaresi –al tipo d’intervento richiesto sulle nostre strade». Ma il «problema di fondo è sempre lo stesso – conclude il viceprefetto – chi paga la ditta specializzata?». E mentre all’Elba si cerca una soluzione, l’estate si avvia rapidamente verso il suo rettilineo finale.
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