Toscana
Su cinquanta profughi arrivati a Piombino in 15 sono già spariti
Fuggiti da Eritrea e Bangladesh, sbarcati a Lampedusa e ospitati a Franciana. Alcuni sono stati recuperati mentre vagavano a piedi sulla variante Aurelia
PIOMBINO. I volontari della Croce rossa sono andati a prenderli martedì notte all’aeroporto di Pisa. Da venti giorni quei quaranta eritrei e quei dieci bengalesi erano in attesa a Lampedusa, insieme ad altri disperati giunti a bordo di carrette del mare. A quanto pare loro erano tra i migranti soccorsi il 6 luglio dalla Marina militare a sud dell’isola siciliana, dove la nave Espero aveva imbarcato 247 profughi che viaggiavano su un barcone. A Pisa, i volontari della Cri li hanno messi su un pullman e portati a Riotorto, nella ex scuola di Franciana. Ma molti sono subito fuggiti. Alcuni li ha recuperati la polizia mentre vagavano a piedi sulla variante Aurelia. Altri erano arrivati a Piombino, senza sapere dove andare.
Ora a Franciana sono rimasti in 35. Tutti uomini, tra questi 4 minorenni. Sono in attesa del riconoscimento dello status di profughi, che non è affatto scontato.
Non è la prima volta che l’ex scuola ospita un gruppo di profughi. A differenza del passato, stavolta però la prefettura si è appoggiata direttamente alla Croce rossa (che aveva partecipato a un bando per la gestione dell’accoglienza) mentre il Comune si è limitato a concedere in affitto la struttura.
L’operazione rientra nel progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) costituito da una rete di enti locali, associazioni e organizzazioni umanitarie che realizzano progetti di accoglienza accedendo al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. Questi progetti, che vengono realizzati in più strutture del territorio in modo da evitare il concentramento nei famigerati Cie, vanno oltre la distribuzione di vitto e alloggio prevedendo anche accompagnamento, assistenza e orientamento, ma soprattutto la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.
Ma non tutti scelgono di restare. Ricordiamo che si tratta di profughi, gente che fugge da Paesi in guerra o da dittature, ma soprattutto persone libere. E infatti già mercoledì quasi tutti gli eritrei hanno abbandonato l’ex scuola di Franciana, dividendosi in più gruppi e proseguendo il loro viaggio verso destinazioni incerte. Otto di questi sono stati segnalati da alcuni camionisti sulla Variante, all’altezza di San Vincenzo. Fermati dalla polizia, gli stranieri sono stati quindi raggiunti dai volontari della Croce rossa e convinti a tornare indietro.
Al momento nessuno parla italiano, solo arabo e un po’ di inglese. Un mediatore culturale si sta occupando delle traduzioni, in attesa che comincino i corsi di italiano e la scolarizzazione dei minorenni. Tra questi ultimi, uno è rimasto senza accompagnatore (era tra quelli spariti) e verrà affidato ai servizi sociali. E’ stata chiesta anche la collaborazione delle associazioni Gdeim Izik (che si occupa dei saharawi), Cantiere in movimento ed Emergency.
Le condizioni fisiche generali sono buone, tutti si sono sottoposti alla prima visita. Hanno invece rifiutato quella del dermatologo.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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