Sicurezza
Dopo i fumogeni si chiede più sicurezza
Vandali e teppisti all’assalto della zona di via del Risorgimento. Il sindaco Giuliani: «Impegnati per andare oltre le criticità»
PIOMBINO. Di sera (come di mattina presto) dà preoccupazione parcheggiare l’auto al Perticale: poche luci e soprattutto non passa nessuno. Gli abitanti del quartiere si sentono come abbandonati: i due lanci di fumogeni, a pochi giorni di distanza, dentro appartamenti quasi confinanti in via del Risorgimento, pur essendo archiviati dai più come «un gioco pericolosissimo...» rivelano per tutti «la deriva senza fine presa anche da questa parte della città».
Colpo di grazia dopo che a fine 2011 il titolare del Bar Stella venne scippato alle 6,30, davanti al locale che stava aprendo. Ora spariscono bici o ci si “diletta” a disegnare muri e chiostre di palazzi o panchine (vandalismi magari con simboli politici, anarchici come nazisti, forse più per un piacere grafico che vero schierarsi). Poi si è arrivati alla costruzione artigianale di fumogeni da lanciare nelle case, senza valutare danni o conseguenze. Gli abitanti, qui da più di quarant’anni, quando cioé la città si stava espandendo («...i campi arrivavano fino a via XXV Aprile» ricorda una signora) non mancano di sottolineare che questa sia sempre stata «Città Nuova in tutti i sensi, Piombino finisce altrove…». Lo si sentirebbe ripetere, però, in piazza Costituzione, in via Landi o al Gagno: ovunque il senso d’insicurezza cresce. Mentre la presidenza del quartiere Porta a Terra Desco è decaduta, in sede si fa presente che «da circa un anno abbiamo avviato il recupero dell’interesse nel bene comune e il ripristino per luoghi “trascurati”, cercando di coinvolgere le associazioni ma prima di tutto gli abitanti... qui 22mila. Solo di pochi giorni fa un’altra riunione in piazza Dante: una delle zone che non devono più restare isolate».
I commercianti tra via Risorgimento e via XXV Aprile - a parte combattere con l’eccellenza dei prodotti la pericolosa vicinanza dei supermercati – fanno da cartina tornasole. Per Luca Biondi (all’omonima pasticceria, qui dal 1966) «la situazione è cambiata profondamente negli ultimi dieci anni – dice – facce, culture, abitudini diverse. Ultimamente i primi “casi anomali”, fino a questi fumogeni, sintomo di una situazione che va peggiorando... in stretto collegamento col disagio economico». Gabriella Franceschini (“Masoni Frutta”, sempre in piazza Aldo Moro): «La mattina – racconta – i clienti mi raccontano di situazioni preoccupanti nell’area di sgambamento per cani dal tardo pomeriggio. E nessuno che passi a controllare». Annuisce un pensionato «tanti i ragazzi di 15-17 anni soprattutto dell’Europa dell’Est... e mentre torno a casa col cane ho un po’ di timore».
Kety Poli e Valentina Fanti non scordano il recente episodio di una giovane cliente, con un bambino di 6-7, anni che si è fatta aprire una bottiglia di vino (“per la mamma”, aveva detto) e che invece avevano seguito non convinte e trovato a bere insieme al bambino dietro l’elementare. «Manca qualunque forma di controllo» sottolineano. «Chiuso il bar la sera – aggiunge Lorenzo Spagnoli (“Bar Stella”) – resta solo la pizzeria qui accanto, poi la via è al buio. 40 anni fa, con mio padre, questo era il punto di ritrovo per tutti, qui sono cresciute generazioni di ragazzi; oggi non si può più».
Ma l’amministrazione ha ben presente il crescente, diffuso disagio dei cittadini. Conferma il sindaco Massimo Giuliani (che ha tenuto per sè la delega di assessore alla polizia municipale): «Ho già fatto un primo incontro anche col nuovo comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Massimiliano Della Gala – spiega il sindaco – Al di là dei grossi tagli con cui tutti ci dobbiamo confrontare, organizzeremo un tavolo per capire come, magari con una diversa organizzazione, continuare a garantire sicurezza nonostante le criticità».
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