Gioco
Turismo, i consumi sono in netto calo
Un trend negativo per quanto riguarda tutto il comparto della distribuzione con punte del meno 15 per cento
PORTOFERRAIO. Una stagione nel segno rosso. Un segno rosso per quanto riguarda i consumi che sono in picchiata. Un avvio d’estate che non ha lasciato certo soddisfatti gli operatori economici elbani della grande distribuzione e che comprendono prevalentemente i consumi e i servizi (si va alla grande distribuzione dei generi alimentari ai beni di prima necessità, alle bevande in confezioni, ai gelati confezionati, agli idrocarburi e alle lavanderie industriali). Un’analisi a 360 gradi che non lascia dubbi, un forbice in negativo con una percentuale media che si attesta intorno al dieci per cento con punte massime che arrivano anche al quindici per cento in meno del fatturato. Si tratta di rilevatori che, saputi leggere e inquadrare per il loro verso, danno la nozione di come butta l’Estate 2014 e quali saranno le proiezioni future. Ma c’è un dato che bisogna tenere presente. «La stagione risente della crisi nazionale – dice Angiolino Cortesi, referente della società ElbaVivande – Tuttavia le famiglie si muovono, raggiungono ancora le località balneari del nostro arcipelago però; si vedono sulle spiagge, ma assai meno nei ristoranti. Tendenzialmente tendono al risparmio sul cosiddetto voluttuario». Contrazione di consumi, che è il derivato della congiuntura finanziaria. «Al di là di ciò – continua anco«ra Cortesi – la stagione era partita assai bene a maggio, con una leggere ripresa sul 2013. Poi l’andamento si è ridotto a giugno che ha comportato una diminuzione del 5 per cento e luglio è al di sotto delle aspettative». Delude luglio, dunque. Ancora peggio dell’altr’anno: che è tutto dire. Come le bevande così anche la grande catena dei generi alimentari. «Da aprile a fine giugno – dice Tiziano Nocentini, titolare della società Nocentini Group che conta diversi supermercati distribuiti nei maggiori centri dell’Isola – si è lavorato benissimo. Una fatturato di merci che si è collocato fra il sette e l’otto per cento. Probabilmente perché i primo ponti primaverili: Pasqua e Festa delle Liberazione, giungevano alti, invece a giugno non è andato bene e il trend si è ripetuto per il mese di luglio dove abbiamo registrato un calo del quattro, 5 per cento, invece lo scorso anno luglio fui per noi abbastanza positivo: quest’anno ci ha deluso». Più marcato invece è l’aspetto per quanto riguarda la distribuzione sull’intero territorio insulare dei gelati. Se ne occupa Benini, titolare dell’Algida: «Nel nostro settore il calo dei consumi – dice – è più netto, in alcuni casi sfiora addirittura il 15 per cento. Questo però non significa che non ci sia gente a giro e sulle nostre spiagge – aggiunge – ma se prima la mamma comprava tre gelati ai suoi figli, oggi invece si riduce ad acquistarne solo uno. Per quanto mi riguarda devo dire che si è lavorato bene nei cosiddetti mesi di bassa stagionalità. A questo punto speriamo che ci sia una ripresina con settembre». Anche per l’Elba Petroli si è registrato un calo che sfiora il dieci per cento. Pià sfumato il discorso con le lavanderie industiali Ilva di Rio Marina. «Noi per reagire alla crisi - dice il direttore Cavallo- abbiamo allargato la clientela agndo anche sul continente per cui la domanda si è ampliata. Dico invece che ci vorrebbe maggiore attenzione della classe politica per il settore turistico alberghiero, perchè potrebbe diventare un prezioso volano per l’economia della nostra isola e tradursi, soprattutto in occasioni di lavoro per i giovani che intendono restare sull’isola.
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