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caso 3m

Delegazione all’Inps verso lo sblocco delle spettanze

PIOMBINO. Stamani in delegazione sono andati all’Inps. E, probabilmente, ce l’hanno fatta a sbloccare, almeno in parte, la situazione. Una boccata d’ossigeno, in un quadro che continua ad essere...

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PIOMBINO. Stamani in delegazione sono andati all’Inps. E, probabilmente, ce l’hanno fatta a sbloccare, almeno in parte, la situazione. Una boccata d’ossigeno, in un quadro che continua ad essere dipinto a tinte fosche.

Il ritardo con cui la 3M ha inoltrato i documenti necessari alla liquidazione della cassa integrazione, ha pesato sui bilanci familiari e sul livello di esasperazione, già messi a dura prova da un’interminabile sequenza di ritardi.

Poi, tappa in redazione, per raccontare. E forse, anche un po’ per sfogarsi. Comprensibilmente.

Hanno spiegato che le operatrici dell’istituto - che non ha responsabilità nella vicenda - si sono dimostrate collaborative ed è probabile che entro une decina di giorni, i lavoratori, una settantina, entrino finalmente in possesso delle loro spettanze. Ottocentonovanta euro per giugno e poco più di 400 per metà del mese di maggio. Circa 1.300 euro.

La domanda più ricorrente pronunciata a voce alta dagli operai è semplice. Apparentemente. «Possibile che per ricevere quanto ti è dovuto, per incassare importi del genere che neanche ti consentono di campare, tu debba lottare in questo modo? Per fortuna siamo andati direttamente all’Inps e così si è risolto qualcosa. Almeno si spera».

Di una cosa, si sono detti certi: di essere stanchi delle diatribe tra azienda, enti e sindacati «giocate - dicono - sulla nostra pelle». (v.p.)

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