Sicurezza
Tribunale, entro tre giorni la decisione definitiva
La commissione scarta l’ipotesi Capoliveri, il Comune vuole la riapertura parziale per completare i lavori dopo il 6 ottobre. E in alternativa ci sono i locali ex Omni
PORTOFERRAIO. Nei prossimi 2-3 giorni si deciderà il destino del tribunale di Livorno. O, più precisamente, si potrà capire se la riapertura fissata per il 6 ottobre dal ministro della giustizia Andrea Orlando sarà effettiva o se, al contrario, gli uffici di via Guerrazzi resteranno chiusi. È quanto è emerso dall’incontro livornese che ha coinvolto i rappresentanti del Comune di Portoferraio (c’erano il sindaco Mario Ferrari, la consigliera Luisa Brandi, il comandante dei vigili Rodolfo Pacini e la dirigente Silvia Fontani), l’associazione forense (presente l’avvocato Alessandro Viti), il presidente del tribunale Vincenzo Martorano e la commissione tecnica giudiziaria.
Il vertice, particolarmente atteso sul territorio elbano, è servito per valutare la possibilità di una riapertura di Portoferraio nei tempi stabiliti da Orlando o di un trasferimento provvisorio, in attesa dei lavori di manutenzione ancora da compiere, che hanno una spesa preventivata di circa 100 mila euro e non potranno essere portati a termine entro i tempi richiesti, dal momento che la spesa non è inserita nel bilancio del Comune.
Niente Capoliveri. La prima certezza emersa dal vertice, che giunge dopo le vibranti polemiche elbane di questi giorni, è che il tribunale non si trasferirà, neanche provvisoriamente, a Capoliveri. L’ipotesi messa a disposizione dal sindaco Barbetti, non è stata presa in considerazione.
Riapertura parziale. L’ipotesi che al momento viene suggerita dall’amministrazione portoferraiese e dagli avvocati consiste nella riapertura parziale dell’immobile di via Guerrazzi. L’attività giudiziaria, dal 6 ottobre, si svilupperebbe al piano terreno e al primo piano, con i lavori al piano superiore che sarebbero via via completati. Giovedì prossimo la commissione sarà all’Elba per un sopralluogo nei locali di via Guerrazzi e si valuterà questo tipo di ipotesi.
Altri locali. La bocciatura di Capoliveri non esclude a prescindere il trasferimento provvisorio del tribunale. Il Comune di Portoferraio ha messo a disposizione della commissione, che si è impegnata ad approfondire le ipotesi, altri locali. Tra questi ci sarebbero i locali dell’ex Esedra in via del Carburo e quello dell’edificio ex Omni (quelli del Centro Giovani), proprio in via Guerrazzi.
Lo slittamento. Altra ipotesi in campo, meno gradita dall’amministrazione e dagli avvocati, è lo slittamento dei tempi di riapertura, in attesa del completamento dei lavori di manutenzione.
Disponibilità massima. Il Comune di Portoferraio e, in generale, l’isola si stanno giocando qualcosa in più rispetto alla mera riapertura del tribunale: la sede chiusa sarebbe una beffa atroce per una cittadinanza che si è mossa e ha protestato in modo veemente, ottenendo con le unghie la riapertura, seppur per tre anni, dal consiglio dei ministri. «Non mi sbilancio, sono moderatamente ottimista – spiega il sindaco Mario Ferrari – nelle prossime ore capiremo cosa accadrà al tribunale. Come amministrazione abbiamo dato la nostra massima disponibilità per una soluzione che sia positiva per i cittadini».
Clima costruttivo. Fiducia moderata anche da parte dell’associazione forense. «Il dato importante da registrare è la disponibilità e l’apertura della commissione – sostiene il presidente Paolo Di Tursi – ha ascoltato e approfondito le problematiche e non c’è una atteggiamento di chiusura. Il sopralluogo delle prossime ore sarà determinante».
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