La manifestazione
Calleri, il tuffo gli è stato fatale
A causare la morte del giovane finanziere la rottura della base del collo
PORTOFERRAIO. Un impatto violento contro il fondo sabbioso. Un impatto violento che ha provocato la frattura della base del collo. E’ questa la causa della morte di Fabio Calleri il finanziere di 29 anni morto giovedì scorso a Lacona. Lo ha stabilito l’autopsia effettuata da Luigi Papi il medico legale incaricato dall’autorità giudiziaria di Livorno. Una tragica fatalità, insomma, provocata dall’impatto sul fondo sabbioso dopo il tuffo da un seggiolino fatto con le braccia da due amici che con Fabio si trovavano a trascorrere un pomeriggio di vacanza a Lacona. Una tragica fatalità che potrebbe anche avere delle ripercussioni nei confronti dei due giovani che potrebbero anche essere inquisiti, per omicidio colposo. Un atto dovuto che potrebbe anche essere archiviato nel giro di pochi giorni anche alla luce delle indagini dei carabinieri della Compagnia di Portoferraio che stanno valutando tutti gli aspetti a favore dei due giovani amici di Fabio. Intanto la salma è stata messa a disposizione dei familiari, giunti in tanti all’Elba da Augusta dove era nato Calleri. Oggi la salma lascerà l’obitorio di Portoferraio per essere trasportata a Pisa da dove, alle 16,40, partirà dall’aeroporto alla volta di Catania per poi raggiungere Augusta dove, domani alle 16,30, nella chiesa di Santa Lucia si svolgeranno i funerali. Fabio Calleri era giunto all’Elba agli inizi del 2011 per prestare servizio nelle file del Roan, il reparto operativo navale della Guardia di finanza.
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