Il dolore
Pucci e la musicalità del russo
PIOMBINO. Tutti conoscono Nilo Pucci come professore di lettere, pochi come traduttore magnifico di testi russi. Ho avuto in dono dalle sue mani "Il libro dell'insonnia" di Innokentij Fedorovic...
PIOMBINO. Tutti conoscono Nilo Pucci come professore di lettere, pochi come traduttore magnifico di testi russi. Ho avuto in dono dalle sue mani "Il libro dell'insonnia" di Innokentij Fedorovic Annenshij e “41 poesie” di Vladislav F. Chodasevic.
Pur non conoscendo la lingua russa, nel leggere la traduzione ho dato un’occhiata qua e là all'originale attingendone la musicalità, la melodia, l’armonia. Ne “Il libro dell'insonnia” dominano il senso della morte, della tristezza, il pessimismo (per nessuno c'è via di salvezza, se potessi ebbro andarmene per l'ebbra notte! Siamo il frutto di editti imperiali?) ma anche di allegria (allegro brucia il giorno...) e di notevoli bellezze (ignoravo una luna così breve, amo che ci siano bimbi in casa/ed il loro pianto nella notte, la "rapinosa troika").
In “41 poesie” domina ancora la tristezza (si trova il verme nell'aiola, l'anima mia brucia se stessa ma non secca le mie lacrime..) ma non manca l'ironia (Anche una mano fu trovata/e gliela misero sul petto.. . Era di un falegname, callosa, che sciagura!). Infine le bellezze: Mi trastullo pigramente/con l'anello delle nozze...Sei in grembiule, cosparsa di farina/di una bellezza vera. . .
Giovanna Vizzari
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