Il Tirreno

Morto dopo un tuffo, oggi l’autopsia

di Luca Centini
Morto dopo un tuffo, oggi l’autopsia

L’isola scossa dalla tragedia di Fabio Calleri. Tanti messaggi di cordoglio: «Non si muore così a 29 anni»

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PORTOFERRAIO. Era giovane, sportivo. Tanto che i colleghi del reparto aeronavale della Guardia di Finanza di Portoferraio lo chiamavano «roccia». Da quattro anni viveva all’Isola d’Elba che amava girare con la sua mountain bike, nei suoi momenti di svago. E amava il mare, quello stesso mare che si è trasformato nella sua tomba.

L’isola non ha ancora metabolizzato il dolore per la morte di Fabio Calleri, il finanziere di appena 29 anni che nel tardo pomeriggio di giovedì è morto sulla spiaggia di Lacona. Sono bastati pochi attimi per passare dal divertimento alla tragedia: è questo l’aspetto più impressionante di quanto accaduto.

Fabio stava facendo il bagno in compagnia di alcuni amici. Ha fatto un tuffo, e secondo quanto ricostruito, ha battuto la testa sul fondo sabbioso. I suoi amici lo hanno visto pochi attimi dopo, Fabio non riusciva a tornare a galla, faticava a parlare. Lo hanno portato sulla battigia per soccorrerlo, dopo poco ha perso conoscenza. I tentativi di rianimazione compiuti prima da due medici che si trovavano sulla spiaggia e poi dal personale della Santissimo Sacramento di Portoferraio si sono rivelati vani. Il giovane finanziere è morto prima dell’arrivo all’ospedale. E, a distanza di ore, non è diminuito lo sgomento per una tragedia che è impossibile da spiegare.

«Un dramma totalmente inaspettato – commenta il maggiore Gagliardi del reparto areonavale della Guardia di Finanza livornese, arrivato ieri a Portoferraio per stare vicino ai colleghi – Fabio era un giovane che stava solo passando al mare il suo pomeriggio di libertà dal lavoro, come fanno tutti i ragazzi della sua età. Si stava solo godendo la stagione e l’isola. Niente, davvero niente poteva lasciar presagire una tragedia di questo genere. Posso solo esprimere vicinanza alla famiglia di Fabio e ai suoi colleghi che stanno vivendo un dolore immenso. Attendiamo l’autopsia per capire le cause della morte».

Per stabilire la dinamica di quanto accaduto e le cause della morte sono in corso le indagini dei carabinieri, coordinate dal pubblico ministero della Procura di Livorno Massimo Mannucci. Sarà l’autopsia (che sarà effettuata probabilmente nella giornata di oggi dal professor Papi) a fare luce sulle cause del decesso.

Al momento restano aperte diverse ipotesi, tra le quali un malore improvviso o lo stesso trauma per il tuffo e il conseguente impatto con il fondo sabbioso. In queste ore il corpo del giovane finanziere si trova nella stanza mortuaria dell’ospedale di Portoferraio, a disposizione del magistrato della Procura di Livorno. Giovedì sera le forze dell’ordine hanno provveduto ad informare i familiari del giovane finanziere che attualmente si trovano in Sicilia. Calleri è infatti originario di Augusta, in provincia di Siracusa.

Fabio Calleri abitava a Portoferraio da circa quattro anni, lavorava nelle fila del Roan della Guardia di Finanza. Un ragazzo misurato, intelligente. Laureato in scienze politiche, stava proseguendo gli studi universitari per conseguire una seconda laurea in giurisprudenza. In queste ore sono numerosi i commenti, in particolar modo sui social network, da parte degli amici e dei conoscenti del ventinovenne. «Troppo giovane per morire...perché?», si è chiesto un amico di Fabio su Facebook. Difficilmente potrà darsi una risposta. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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