Il Tirreno

Sfigurato dal proprio cane

Sfigurato dal proprio cane

Diciassettenne azzannato al volto mentre cercava di separare l’animale da un altro

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PIOMBINO. Centoventi punti e probabilmente la necessità di una futura operazione di chirurgia plastica per riacquistare l’aspetto di sempre.

È quanto capitato a un diciassettenne piombinese lunedì scorso, azzannato dal proprio cane, un meticcio di taglia media.

Tutto accade intorno a mezzogiorno, mentre il giovane è a passeggio con l’animale vicino a casa (zona Salivoli). Una situazione che si ripete migliaia di volte, finita tuttavia con un epilogo decisamente peggiore del solito: un incontro con un altro cane (entrambi sembrerebbero essere tenuti a guinzaglio dai rispettivi proprietari) si trasforma in zuffa, con il diciassettenne che si mette in mezzo nel tentativo di dividere i due animali. A questo punto però la reazione del cane del giovane è improvvisa e il ragazzo viene morso al volto, in particolare alla parte bassa con coinvolgimento del labbro inferiore, tanto da dover ricorrere alle cure mediche. Il risultato è un’operazione chirurgica per le gravi lesioni subite, 60 punti di sutura interni e altrettanti esterni.

L’animale, che sembrerebbe in passato aver già manifestato altri comportamenti aggressivi seppur di minore intensità, adesso si trova in un’area specifica del canile municipale di Piombino, dove resterà sotto controllo dieci giorni per la consueta profilassi antirabbica (che secondo la legge può avvenire anche presso il domicilio del responsabile dell’animale). A questo punto, escluso il contagio (improbabile in quanto in Italia già da diversi anni non si registrano casi di rabbia), il cane tornerà a disposizione del proprietario.

Dal servizio veterinario Asl locale respingono con decisione l’eventualità della soppressione che se stabilita dall’autorità comunale avviene esclusivamente in situazioni di animale gravemente malato senza possibilità di guarigione o in caso di reale pericolosità non recuperabile, accertata da una commissione di tre veterinari, uno dei quali comportamentalista. Nella circostanza specifica non si ravvisano gli estremi per una decisione del genere, pur restando l’incognita nell’ipotesi in cui il proprietario non intenda riprendere il cane, che potrebbe così rimanere in canile, eventualmente adottabile, sempre che ne sussistano le condizioni.

Francesca Lenzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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