Sicurezza
Il Comune dichiara guerra al “tavolino selvaggio”
Verbali da 400 euro e ordinanze di rimozione ai locali del centro storico che si sono allargati più del dovuto. Ma i titolari: «Questo è accanimento»
CAPOLIVERI. «Già la stagione va male, se poi ci si mette anche il Comune a farci le pulci allora non sappiamo davvero come andare avanti». Basta fare un giro in piazza Matteotti, nel cuore del centro storico di Capoliveri, per respirare un’aria pesante.
Il motivo? Il Comune di Capoliveri ha dichiarato guerra all’occupazione abusiva del suolo pubblico. Nel mirino dell’amministrazione comunale guidata da Ruggero Barbetti, in particolare, i ristoranti, i bar e gli esercizi pubblici attrezzati con gazebo, tavolini e sedie all’aperto che sono stati posizionati oltre l’area di pertinenza dei locali.
Nei giorni scorsi il personale della polizia municipale e dell’ufficio tecnico hanno compiuto decine di sopralluoghi negli esercizi di piazza Matteotti e piazza Garibaldi. In pratica tutti i locali sono stati controllati in modo scrupoloso: sono state analizzate le piantine, misurate le aree esterne attrezzate con tavolini, sedie e fioriere.
Il sopralluogo si è concluso con verbali da 400 euro per occupazione abusiva di suolo pubblico per otto locali della piazza e con altrettante ordinanze di sgombero e immediata (24 ore) rimozione dell’occupazione abusiva ai danni del T Bar, La Sosta, Vecchio Borgo, Freccia Azzurra, Roland Bar, Controvento, Vecchio Borgo, Dolce Vita, L’angolo della pizza. In alcuni casi l’occupazione abusiva ha riguardato uno spazio di pochi metri, in altri casi i tavolini e le sedie si erano spinti ben al di là dell’area di pertinenza, andando ad invadere parte della piazza. Ma è certo - basta parlare con gli esercenti del centro storico - che i controlli a tappeto hanno fatto discutere parecchio.
«Avrebbero potuto mandare una diffida, darci tempo di metterci in regola – racconta Rocco Bonifacio, titolare della paninoteca La Sosta – e invece mi hanno fatto un verbale da 400 euro perché mi hanno trovato due fioriere fuori posto e un tavolino che mi serviva come appoggio. Poi quando ci sono le manifestazioni pubbliche, il Comune viene a chiedere la nostra collaborazione».
Alcuni dei commercianti sanzionati non condividono il pugno duro mostrato dall’amministrazione comunale. «Mi sarei aspettato più elasticità – spiega Felice, titolare del Vecchio Borgo in piazza Garibaldi – la crisi la sentiamo, tutti vogliono lavorare. E invece si va a colpire in modo indistinto chi trasgredisce in modo pesante e chi, invece, ha piccole attività e, magari, ha solo un tavolino fuori posto».
A far discutere è, infatti, anche l’applicazione delle stesse sanzioni sebbene le trasgressioni siano di tenore diverso. Il fenomeno del “tavolino selvaggio” è riscontrabile solo per alcune delle attività commerciali sanzionate. «A dire il vero un giro di vite era auspicabile – spiega il titolare di un’attività in piazza Matteotti che preferisce mantenersi anonimo – alcuni di noi, basta dare un’occhiata in giro, hanno davvero esagerato e si sono allargati troppo».
Ma il trattamento identico tra grandi e piccoli “trasgressori” non è andata giù a tanti esercenti. «C’è chi ha sforato di sette metri, chi invece è andato oltre l’area di pertinenza di quasi 40 – racconta l’esercente di piazza Matteotti – ma il verbale da 400 euro non ha fatto differenza».
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