Attenzione
Tutti al mare, ma la spiaggia è chiusa
Decine di turisti sbigottiti per l’inizio dei lavori di dragaggio e ripascimento a Sant’Andrea: «Farli a luglio è grottesco»
SANT’ANDREA. Un gruppetto di turisti viene giù dallo stradello. Hanno già indossato il costume, gli asciugamano e i materassini sono già pronti per essere stesi. Ma basta un’occhiata sulla spiaggia e i sorrisi stampati sul viso si dileguano. Sulla spiaggia di Sant’Andrea, una delle più frequentate del versante occidentale dell’isola, sono in azione le ruspe della ditta Sales.
In mare, a pochi metri da riva, stazionano una chiatta e un rimorchiatore. Stanno iniziando a dragare il fondale e a pompare la sabbia per ricostruire la spiaggia quasi scomparsa a causa dell’erosione. Un intervento che durerà tre giorni, secondo quanto auspica l’amministrazione comunale di Marciana ma che, di fatto, rende inaccessibile la spiaggia di Sant’Andrea, con i bagnanti costretti a ripiegare lungo le scogliere che cingono l’arenile o nella vicina spiaggia del Cotoncello. E l’incognita dei cattivi odori e della torbidità dell’acqua manda di traverso la colazione agli operatori della zona e ai turisti che, invece del solito paradiso di spiaggia, si trovano davanti il cartello con l’ordinanza del Comune di Marciana, le transenne e i mezzi meccanici in azione.
La domanda che, in modo pressoché ossessivo passa di bocca in bocca è la stessa: ma un ripascimento, per quanto necessario, doveva esser fatto proprio a metà luglio? Se lo chiede Francesco Bellino, fiorentino e frequentatore abituale di Sant’Andrea. «Questa tempistica è grottesca, un intervento del genere si fa in primavera. A luglio non si può – ripete a una vigilessa del Comune di Marciana, che cerca di dare informazioni ai turisti che arrivano sulla spiaggia – ci sono stati ritardi per il maltempo? Non è possibile che non ci sia stata una settimana buona per intervenire».
A dare una spiegazione sulla tempistica singolare è stata la sindaca di Marciana, Anna Bulgaresi. «I lavori dovevano partire a maggio – ha detto al nostro giornale – ma la ditta che si è aggiudicata il bando era impegnata altrove e poi ci si è messo il maltempo». Ma le spiegazioni non convincono tutti i turisti: «Ci siamo rimasti malissimo – racconta una coppia appena scesa dallo stradello – siamo in hotel, siamo arrivati oggi. Non sapevamo un bel niente dei lavori». Se la protesta sui tempi scatta pressoché in automatico sono diversi i turisti e frequentatori abituali di Sant’Andrea a riconoscere l’importanza dell’intervento anti erosione. «Ci vuole pazienza, ma la spiaggia aveva bisogno di essere ricostruita – raccontano Laura e Ottavio, che d’estate risiedono in una casa alla Zanca. Aver anticipato troppo i lavori, probabilmente, sarebbe stato sbagliato, perché basta una libecciata per vanificare il ripascimento. Magari un’informazione capillare e qualche cartello in più sarebbe stato utile». Sulla necessità di ripascere l’arenile è d’accordo, per ovvie ragioni, Andrea Barsalini, titolare del Sant’Andrea Rent. «Stamani niente ombrelloni e sdraio, ma in pochi giorni ripartiamo. Tanto la stagione va male e c’è poco movimento, tanto vale intervenire per ricreare la spiaggia – spiega – guarda, oggi c’è bassa marea, ma quasi la spiaggia non si vede. Il ripascimento è fondamentale. È chiaro che sui tempi si poteva fare meglio».
Mentre il rimorchiatore si muove nello specchio acqueo di fronte alla spiaggia continuano ad arrivare i turisti davanti alla bancarella dei libri e al bar. Si guardano intorno, parlano tra loro. «Scusi per la spiaggia?», si lascia scappare in modo spontaneo un giovane, appena arrivato.
Per fare il bagno si possono scegliere gli scogli alla sinistra della spiaggetta o si può risalire la strada e prendere la via che porta fino alla scogliera e alla spiaggetta del Cotoncello. «Il disagio c’è, non si può nascondere. Sono soprattutto i tempi a creare problemi, ma contiamo in pochi giorni di ripartire – racconta Maurizio Testa, direttore dell’hotel Ilio – abbiamo comunicato lo “stato di crisi” ai nostri clienti, inviando loro un messaggio in due lingue. L’informazione capillare era l’unico modo per mettere in guardia i turisti e per scongiurare lamentele e disdette».
Ma non sono solo i tempi di intervento, in piena stagione turistica, a preoccupare i frequentatori di Sant’Andrea. «Abbiamo paura che i lavori comportino cattivi odori e rendano l’acqua torba per giorni – racconta una signora seduta sul muretto a guardare le ruspe in azione. L’ultima volta che fu rifatta la spiaggia lo ricordo bene». Ma sull’impatto ambientale dell’intervento è stata la stessa sindaca Bulgaresi a rassicurare: «Il materiale prelevato è controllato, e il rifacimento della spiaggia è stato compiuto più volte negli ultimi anni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
