Il Tirreno

«Non temete il carbone, per Jindal è decisivo»

«Non temete il carbone, per Jindal è decisivo»

Parla Andrea Marini, patron della B&S: «Massimo rispetto dell’ambiente, c’è l’esempio tedesco. Tanto lavoro e nuove opportunità per le imprese»

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Andrea Marini, 45enne patron di B&S Global Energy, la società che propone una centrale a carbone nel perimetro dell’ex Lucchini, parlando del progetto sprizza entusiasmo e convinzione. Non sembrano spaventarlo prevedibili polemiche e sicuri oppositori, tanto meno l’esito di un referendum di 27 anni fa. «Il referendum è di tanto tempo fa e le condizioni erano profondamente diverse – dice Marini – Con le tecnologie di oggi non ci sono timori. Le dirò di più, con la sparizione dei cumuli di carbone dai piazzali la situazione cambierà completamente. Perché il carbone nel trasferimento dalle navi sarà “sigillato”, come già sperimentato in altre realtà europee».

Marini, una centrale a carbone che migliora la situazione ambientale è un paradosso...

«Il nostro progetto si basa sulla più evoluta tecnologia che consente di contenere le emissioni in misura inferiore del 50 per cento rispetto alle norme europee. E poi a Piombino ci sarebbe un saldo positivo legato anche alla chiusura di altri impianti inquinanti. Guardi, l’esempio comunque viene dalla Germania, dove certo non sono teneri sulle prescrizioni ambientali. Lì, dopo il disastro di Fukushima, hanno iniziato a riconvertire le centrali nuceari. E sa come? A carbone».

(L’INTERVISTA COMPLETA SULL’EDIZIONE CARTACEA)

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