Finanza
Un dibattito laico, rapido e trasparente
Grandi investimenti annunciati, interessi enormi sull’energia che si incrociano con la fame di lavoro e di sviluppo di un territorio, segnato dallo stop all’area a caldo costata migliaia di posti di lavoro. E che cerca una nuova via per costruire un modello di sviluppo non più monotematico, ma costruito su tre rami, il lavoro industriale, il turismo e i servizi.
L’ipotesi di una centrale a carbone all’interno dell’ex Lucchini, capace di soddisfare i bisogni energetici di un (potenziale) forno elettrico e di un Corex – ma perché no allora anche quelli di Arcelor Mittal – circolava da tempo, e adesso viene prospettata concretamente.
Non piace certamente all’Enel, che ha Tor del Sale vicino alla dismissione e che potrebbe pensare a qualcosa del genere (cioè una centrale interna allo stabilimento, magari a gas) in cambio della liberazione delle aree sulla Costa est. Non piace probabilmente a molti piombinesi, che un’ipotesi del genere hanno bocciato 27 anni fa con un referendum.
Lo chiameranno ricatto occupazionale, certo, magari nemmeno sbagliando. Ma può realisticamente questo territorio permettersi di rifiutare a priori qualsiasi ipotesi del genere senza nemmeno valutarla? La situazione vorrebbe che sulla questione si tenesse un atteggiamento laico, che la politica per una volta fosse in grado di discutere senza incrostazioni pregiudiziali. Affrontando cioè il tema dal punto di vista della compatibilità ambientale e delle prospettive di sviluppo, rispondendo ad alcune domande: quanto inquina questo nuovo tipo di centrale a carbone? E' compatibile col diritto dei cittadini alla salute e con gli sforzi messi in campo per una diversificazione, anche in chiave turistica? E ancora, è davvero indispensabile per rendere appetibile la realizzazione di un forno elettrico e di un Corex (di cui peraltro non c’è alcuna certezza) e per dare un senso alla produzione di rottame con un polo di rottamazione delle navi, già nel mirino proprio per le incertezze sulle implicazioni ambientali di questo di tipo di lavorazione?
Sono analisi da fare in modo onesto. Ma soprattutto in tempi rapidi, perché se c'è una cosa di cui il territorio ha bisogno è quella di fare scelte senza impantanarsi nei dibattiti infiniti. E se la politica non troverà il coraggio di esprimersi in un modo o nell’altro, faccia un esercizio di democrazia: lo chieda ai cittadini.
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