«Ma l’obiettivo è tornare a produrre acciaio
Giudizi prudenti da parte dei sindacati che oggi incontrano Nardi: questo è solo un inizio su cui lavorare
PIOMBINO. Stamani di buon’ora i segretari di Fim, Fiom e Uilm incontrano il commissario straordinario della Lucchini Piero Nardi per approfondire i dettagli delle offerte, da illustrare poi nelle assemblee in programma per oggi.
Giudizi prudenti da parte dei rappresentanti sindacali, in attesa di un incontro con Jindal che difficilmente però avverrà in tempi brevi.
Per il segretario della Fim, Fausto Fagioli, l’offerta della Jsw rappresenta «un inizio su cui lavorare, ma è naturale che l’obiettivo è quello di tornare a produrre acciaio. Intanto è necessario capire le intenzioni di Jindal, per questo attendiamo di conoscere il piano industriale della società indiana».
Secondo Luciano Gabrielli, segretario della Fiom, «è importante che sia arrivata l’offerta di Jindal, un imprenditore con cui sarà necessario confrontarsi al più presto, per discutere di organici e di investimenti. Intanto però servirà la massima attenzione alla situazione piombinese da parte del Governo, che certo fin qui ha mostrato poco impegno rispetto alla necessità di una vera politica industriale».
Anche per Vincenzo Renda, segretario provinciale della Uilm, «la cosa più importante è che le offerte siano arrivate. Abbiamo accolto in modo positivo quella presentata dal gruppo indiano Jsw - ha aggiunto Renda - che è un’offerta significativa e che ci dà la speranza che Piombino abbia un futuro siderurgico, vista anche l’importanza del gruppo stesso. Ora aspettiamo di conoscere i contenuti nel dettaglio, per quanto riguarda anche l’occupazione, nella consapevolezza che la questione Lucchini la risolveremo definitivamente quando ci sarà la certezza che si continuerà a produrre acciaio a Piombino».
I sindacati nei giorni scorsi hanno ribadito che «il nostro via libera alla procedura di vendita sarà vincolato alla salvaguardia dell’occupazione. Qualunque accordo sarà illustrato alle assemblee e poi sottoposto a voto vincolante da parte di tutti i lavoratori attraverso un referendum».
Già oggi, nel corso delle assemblee di fabbrica, sarà possibile capire gli umori. Tra gli operai domina la preoccupazione per il rischio di un lungo periodo in cui il reddito di molte famiglie sarà affidato esclusivamente agli ammortizzatori sociali.
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