Sicurezza
La pioggia fa tremare Marina di Campo
Un violento acquazzone manda in tilt il paese, apprensione al fosso del Bovalico. Ma i danni, per fortuna, sono limitati
MARINA DI CAMPO. Settanta millimetri di pioggia caduti in poco più di venti minuti. Una quantità d’acqua impressionante. Tanto è bastato, a Marina di Campo, per far riaffiorare l’apprensione e i fantasmi del novembre 2011, quando il paese del versante occidentale dell’isola fu messo in ginocchio dall’alluvione. Stavolta, per fortuna, la pioggia torrenziale che ha gonfiato pericolosamente i fossi del Bovalico e degli Alzi non ha prodotto danni gravi e nel giro di poche ore la situazione, monitorata dalla Protezione civile Elba Occidentale La Racchetta, dai vigili del fuoco, dalla polizia municipale e dalle squadre di operai del Comune di Campo nell’Elba, è tornata alla normalità.
Sono le 9,30 quando il maltempo estivo arriva al suo apice. La pioggia abbondante contribuisce rapidamente ad innalzare il livello dei fossi e crea apprensione soprattutto nelle zone della Foce e del Bovalico. Un’ingente quantità di acqua e fango viene scaricata in mare dai corsi d’acqua. Per fortuna l’assenza di vento fa in modo che il mare non rientri nel fosso dalla foce, scongiurando quindi il rischio di un’esondazione. La circolazione stradale sul lungomare di Marina di Campo resta interdetta precauzionalmente per ore. La pioggia crea problemi alla viabilità e comporta allagamenti in varie parti del paese, senza che però si rendano necessari interventi di soccorso particolari da parte dei vigili del fuoco e della protezione civile che si limitano meramente ad un’attività di monitoraggio. Da registrare, in località Sugheralla, una frana che di fatto mette ko un ponte. Lo stesso che peraltro era franato durante l’alluvione del 2011. Nella zona della Vallicella sono caduti alcuni massi fin sulla sede stradale. I cittadini, memori di quanto accaduto nel 2011, hanno seguito con apprensione l’evolversi della situazione, fino a quando l’acqua è arrivata vicino agli ingressi delle case. Ma per fortuna, con il passare delle ore, il temporale ha perso intensità e la situazione, già intorno a mezzogiorno, è tornata alla normalità.
Resta da capire se gli interventi di messa in sicurezza del territorio e la pulizia dei fossi, effettuati dopo l’alluvione del 2011, siano serviti ad impedire che si verificassero danni più ingenti. Ma il paragone, secondo il responsabile locale della protezione civile, Gian Mario Gentini, non è praticabile. «L’intensità della pioggia è stata preoccupante – spiega Gentini – ma ha interessato un versante diverso rispetto al 2011 scaricandosi soprattutto dal monte Perone». E il ponte della Sugherella, interessato dal nubifragio sia nel 2011 che oggi, è andato giù anche stavolta.
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