Il dolore
Quel relitto è un rifiuto galleggiante
Lami (Cgil) critico con le decisioni del Governo: «Violato il Codice dell’ambiente»
PIOMBINO. «In questi giorni, spostandomi in Toscana per incontri, ho parlato con tanta gente e ho la certezza che l’opinione pubblica della Toscana è rimasta giustamente contrariata dalle decisioni del Governo sul trasferimento della Concordia a Genova».
Così si esprime Mirko Lami, secondo cui le ragioni di questo atteggiamento «sono evidenti: il Governo ha subordinato la propria decisione a quella di Costa rinunciando ad affermare il principio di precauzione, ha contraddetto l’Accordo di programma che indicava Piombino come polo per la rottamazione e la manutenzione navale del nostro Paese, e non ha voluto in nessun modo riconoscere valore all’impegno civico sostenuto dalla Toscana per far fronte alla tragedia della Concordia».
Secondo Lami c’è stata una violazione dell’art. 265, II comma, del Codice dell’Ambiente, secondo cui i rifiuti possono circolare via mare come merci: «insomma un rifiuto parte come rifiuto, viene caricato su una nave e scaricato in un porto (come merce), ritorna ad essere rifiuto quando è stato scaricato. Ma il caso Concordia è diverso, perché tutti sanno bene che il relitto della Concordia è un rifiuto speciale; allora la delibera del Consiglio dei ministri scambia il fiasco per il vino che contiene: qui non esiste una nave che carica il relitto-rifiuto della Concordia, lo fa circolare come merce, lo scarica a Genova dove ritorna ad essere smaltito come rifiuto. E' un “rifiuto galleggiante” che per nessuna ragione può essere scambiato con la merce di una nave che lo trasporta».
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