Sicurezza
«Brevetto Fin a chi noleggia ombrelloni»
PORTOFERRAIO. «La legge impone che la sicurezza della balneazione debba essere garantita dai concessionari o, nei tratti di costa non serviti da strutture private, dalle amministrazioni pubbliche....
PORTOFERRAIO. «La legge impone che la sicurezza della balneazione debba essere garantita dai concessionari o, nei tratti di costa non serviti da strutture private, dalle amministrazioni pubbliche. Raramente il sevizio viene attivato direttamente dai comuni, ma i comuni stessi hanno l'opportunità di rilasciare licenze "ambulanti" di noleggio sdraio ed ombrelloni». A sostenerlo è Andrea Tozzi, fiduciario della Fin (Federazione italiana nuoto) che richiama l’attenzione sulla necessità della sicurezza nel mare elbano. E lo fa traendo spunto dal recente rilascio di 53 nuovi brevetti a favore di ragazzi elbani diventati assistenti bagnanti Fin. «A questo punto proponiamo ai sindaci elbani di richiedere, tra i requisiti necessari all'acquisizione della licenza, anche il brevetto di assistente bagnanti, così come accade per i punti blu o i noleggi di natanti – spiega Tozzi – Sappiamo che almeno una amministrazione, quella di Rio nell'Elba, lo prevede. In tal modo, oltre ad assicurare un'opportunità di lavoro a tanti giovani elbani, si aumenterebbe il grado di sicurezza delle acque isolane anche nelle coste meno affollate, ma sicuramente frequentate durante l'alta stagione, dove purtroppo i comportamenti pericolosi per i bagnanti (vedi transito di imbarcazioni a motore a pochi metri dalla riva ad alta velocità) sono all'ordine del giorno. Secondo lo staff tecnico elbano della Fin (i due maestri di salvamento Arturo Francini e Marco Tozzi ed il fiduciario Andrea Tozzi) «l’addestramento degli studenti è stato finalizzato alla maturazione del senso di responsabilità legato alla natura stessa del brevetto che abilita all'esercizio di una professione che prevede (oltre alla sorveglianza, alla prevenzione ed all'informazione) l'eventualità dell'intervento nelle sue forme più varie, dal trattamento di una puntura di tracina al salvataggio di un bagnante in difficoltà».
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