Sicurezza
«Molestie sulle alunne», docente sospeso
Sette le minorenni dell’istituto Einaudi che accusano il professore di enogastronomia, nominato un consulente
LIVORNO. È stato interdetto e dunque sospeso dall’insegnamento in via precauzionale il docente di enogastronomia dell’istituto superiore Einaudi-Ceccarelli di Piombino accusato di violenza sessuale nei confronti di almeno sette studentesse minorenni di età compresa tra i 15 e i 18 anni.
Il provvedimento risale ad alcune settimane fa e molto probabilmente durerà almeno fino al termine dell’inchiesta della Procura di Livorno, partita dopo le denunce presentate dai genitori delle presunte vittime e raccolte dagli agenti del commissariato di Piombino all’inizio di quest’anno.
Proprio sull’indagine coordinata dal pubblico ministero Fiorenza Marrara, sulla quale inizialmente c’era il massimo riserbo, iniziano ad emergere alcuni dettagli importanti.
Il primo riguarda l’identità del docente, si tratta di un professore di 41 anni di origini siciliane che ha vissuto a Rosignano e ora vive a Piombino.
Il secondo, invece, chiarisce il luogo dove si sarebbero consumate le molestie, in particolare diversi episodi durante i quali il 41enne avrebbe palpeggiato le proprie studentesse nelle parti intime.
Secondo gli investigatori, le violenze sessuali - questo il reato che gli viene contestato - sarebbero avvenute all’interno dell’hotel Falesia (i cui responsabili sono estranei all’inchiesta ndr) che ospita le lezioni di cucina tenute dal docente indagato.
Dai racconti delle vittime agli inquirenti, è emerso che il professore «in ripetute e numerose occasioni», abbia così approfittato del proprio ruolo «in violazione dei relativi doveri» per molestare le sue alunne. Ma quello che ha stupito anche gli investigatori è un particolare inquietante: in passato alcuni genitori avevano già segnalato alla scuola i comportamenti sospetti del docente, ma nessuno si sarebbe mosso per evitare il ripetersi dei palpeggiamenti.
Un filone dell’inchiesta che adesso la Procura vuole approfondire per verificare il comportamento di chi avrebbe dovuto muoversi visti i segnali di allarme.
Intanto ieri mattina al tribunale di Livorno, davanti al giudice per le indagini preliminari Gioacchino Trovato, è andato in scena l’incidente probatorio chiesto dal pubblico ministero per nominare un consulente capace di chiarire se l’indagato fosse capace di intendere e di volere nel momento in cui avrebbe molestato le proprie studentesse.
Quella andata in scena al primo piano del palazzo di Giustizia è stata un’udienza lampo alla quale, oltre al magistrato, hanno partecipato i legali del docente, gli avvocati Giuliana Giuliano e Luciano Picchi. Al termine dell’incidente probatorio, l’incarico è stato affidato al dottor Enrico Malotti, 59 anni, responsabile del servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura dell’Asl 6.
Toccherà al medico specializzato in psichiatria tratteggiare la personalità del docente e verificare, appunto, la sua capacità di intendere e di volere.
Un parere che sarà determinante nel proseguo dell’inchiesta partita in silenzio prima di fare parecchio rumore, il 21 maggio scorso quando la polizia si presentò all’istituto Einaudi prelevando il professore per eseguire la perquisizione sia nella casa dove abita che sulla sua macchina.
Un blitz che fece storcere il naso alla preside della scuola, Elisa Ciaffone: «Sono dispiaciuta - disse qualche ora dopo - anche perché in qualche modo è stata coinvolta la scuola, che non c’entra proprio niente. Si poteva fare in un altro modo, senza gettare una cattiva luce sull’istituto. Questa scuola ha sempre avuto una stretta collaborazione con le forze dell’ordine e soprattutto è un luogo sicuro».
Adesso in ogni caso l’inchiesta proseguirà in tribunale.
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