Sicurezza
«Il porto è un cantiere aperto»
Di Pirro critico per i lavori in corso in piena estate. E i bagni sono ancora chiusi
MARCIANA MARINA. «Il porto è un cantiere aperto nel pieno della stagione turistica». È un’analisi dura quella che compie Paolo Di Pirro, capogruppo di minoranza a Marciana Marina, sulle condizioni dell'area portuale ora che siamo nel pieno della stagione estiva. «I pesanti lavori in corso stanno creando problemi alle attività di alaggio e di varo nel porto – fa sapere Di Pirro – ma non è tutto. Il cantiere è d'intralcio anche per il passaggio dei pedoni nella zona della torre appianea. Ora l’amministrazione potrà dare tutte le giustificazione che vuole, ma è evidente come sia mancato del tutto il tempismo nella programmazione di lavori così impattanti in piena stagione turistica». Il consigliere di minoranza non si ferma a questo rilievo, ma punta il dito contro i bagni pubblici fuori uso in questi giorni. «Abbiamo anche un porto senza i servizi igienici per i suoi fruitori – fa sapere il consigliere di minoranza – ci sono decine di barche, le spiagge piene, eppure i turisti che hanno bisogno di andare al bagno devono utilizzare i servizi messi a disposizione dalle attività commerciali. Eppure i servizi igienici sono previsti secondo il bando per l'affidamento del porto. Dovrebbe essere il privato che gestisce l'approdo (Cantiere di Mola ndr) a garantire il servizio. Ma, a quanto pare, al Comune non interessa far rispettare il bando».
La critica di Di Pirro si estende alla recente ordinanza del sindaco di Marciana Marina che impone lo sgombero dal lungomare di tutti i barchini e i kayak sistemati a terra. «Si spiegherà che l'ordinanza è necessaria per un fattore estetico, ma evidentemente lo stesso fattore estetico non è stato preso in considerazione per i lavori di escavo sul porto, estremamente impattanti». A completare il quadro, secondo Di Pirro, le conseguenze che i lavori sul porto stanno comportando. Su tutte il recupero di un'ampia parte di sabbia. «Si sta verificando un insabbiamento progressivo, ma in quel tratto del porto c'è il divieto di balneazione – spiega Di Pirro – serve un piano da parte del Comune che deve decidere una volta per tutte se intende recuperare o meno quelle aree balneabili».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google